Roberto Recchioni e Paola Barbato riediteranno le cinquanta storie già pronte e che usciranno da qui a un paio di anni per renderle compatibili con i cambiamenti in atto.
Le novità importanti riguardanti Dylan Dog sono le seguenti:
– Bloch andrà in pensione. Probabilmente non scomparirà del tutto ma cambierà ruolo. Ci sono possibilità che Bloch venga sostituito dall’ispettore Gorman apparso nell’albo 292 (che doveva essere il primo di una miniserie abortita sul nascere per volontà di Gualdoni). Probabilmente anche la miniserie a questo punto vedrà la luce.
– H.G. Wells e Madame Trelkovsky moriranno.
– Dylan Dog non dirà più Giuda Ballerino. Si sta ancora valutando cosa fargli dire, qualcosa come “Devil” o “Hells Bells”.
– Dylan Dog userà con molta più destrezza cellulari e computer.
– Cambierà anche la sua tariffa: da 100 sterline al giorno a 100 sterline l’ora.

Cosa cambierà in Dylan Dog

Roberto Recchioni è il nuovo curatore di Dylan Dog, che per volontà di Sclavi (dice Paola Barbato) verrà sottoposto a una robusta terapia d’urto dopo l’insoddisfacente gestione di Gualdoni.
Staremo a vedere. Tanto il personaggio è messo maluccio da anni, non è che si rischia di rovinare granché.

(via nipresa)

Seh, Dylan Dog che usa cellulari e computer e si fa pagare bene… Ma per favore, snaturerebbe completamente il personaggio.

wacky-thoughts:

THINK DIFFERENT IMAC UPCYCLED PET BEDS

Each iMac is gutted and pieces are recycled appropriately, and the shell is left to be outfitted with a fluffy cushion in a complementing pattern to whatever the Apple computer’s original color was. But don’t think that the speakers go to waste. In most cases, the bulbous speakers have been attached to the rear back portion of the computer to keep the bed stable and level for your pet.

La sezione italiana di Save the Children ha lanciato una campagna contro la povertà infantile. E contro il fatto che questa povertà ha come conseguenza anche la limitazione di fatto (anche se non di legge) del diritto all’istruzione.

Niente di strano, direte voi. Save the Children è nata con questi compiti e ha già lanciato innumerevoli azioni per i diritti dell’infanzia nel terzo mondo.
E invece no, sbagliate. Perché questa campagna riguarda non il terzo mondo, bensì un paese del G8, della UE, del mondo ricco.
Questa campagna riguarda l’Italia.[…]

Una misura dell’attualità (e del liberismo)

Da leggere.

In Italia, dice Save the Children, 1 bambino su 3 è a rischio.

Uno su tre, hai letto bene.

(via ze-violet)