Il diritto all’interruzione

misantropo:

ze-violet:

abatelunare:

Da ragazzo ero un lettore stoico.
Nel senso che se cominciavo un libro, lo portavo avanti fino allo spasimo.
Poteva anche essere ai limiti dell’immangiabile.
Io proseguivo con sprezzo del latte alle palle.
Poi ho cambiato idea.
Se qualcosa non mi piace, mi annoia o mi convince poco, io lo mollo.
Con i film è successa una cosa simile.
Prima li guardavo dall’ìnizio alla fine.
Magari anche per la curiosità di vedere fino a dove può arrivare la mediocrità.
Ora sono diventato proprio intransigente.
Se entro la prima mezz’ora non è successo nulla oppure io non ho capito dove vuole andare a parare il regista, spengo tutto.
Poi magari ho la sfiga di interrompere poco prima del decollo.
In genere, però, non mi sbaglio.
Rivendico insomma il mio diritto all’interruzione.
Perché il tempo sprecato dietro a un prodotto artistico non valido, io lo rubo a qualcosa di nettamente migliore.
E a me gli sprechi non piacciono tanto.

con i libri sono riuscita anche io: con i  film al cinema no. Ma ci sto lavorando, con quelli scaric.. ehm in tv.

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire il libro
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare
  9. Il diritto di leggere ad alta voce
  10. Il diritto di tacere

— Daniel Pennac, i diritti imprescindibili del lettore

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