Dopo aver camminato per giorni in ogni direzione posso dire che qui non ci vivrei. Non vivrei in una città nemmeno in Italia perchè sono un campagnolo/provinciale/vattelapesca ma qui la questione è più complessa. Qui la metropoli è costituita da un sistema di bolle e centri concentrici.
Al centro c’è la città vecchia, il centro storico con edifici antichi e i grattacieli messi a poca distanza senza reale soluzione di continuità storica, urbanistica o visiva.
Dal quartiere periferico dove mi trovo in questo momento i grattacieli sono una cittadella, le torri di un castello e questo è il borgo.
Da queste parti si dice “Tutto è più grande in America” ed è vero, anche i casini. Qui lo sporco è più grande, la violenza è più grande, i disservizi sono più grandi!
Ti ritrovi ad arrostire per interi isolati sotto un sole impietoso con la strada sfasciata, i marciapiedi rovinati e cumuli di spazzatura allineati dal vento e dalla pioggia. I pali della luce e del telefono sono marci e perdono pezzi, reggendo enormi scatole di derivazione che creano ragnatele di cavi in diverse direzioni. Gli autobus sono rari e i parchi anche di più, a parte bar e locali che preparano cibo da strada non c’è niente.
Il centro storico e finanziario è la facciata turistica, qui lo sporco e la trascuratezza vengono nascosti nel sottosuolo, nella metropolitana. I parchi e le fontane sono curati e ci sono musei di diversa natura. Le etnie che si incrociano durante il giorno in questa parte sono 60% caucasici e 40% africani. Vi sono mezzi pubblici frequenti e ben distribuiti.
Il cerchio intermedio è composto da uffici, ristoranti ed abitazioni private. Qui ci sono delle bolle, sacche etniche e urbanistiche con abitazioni popolari o appartamenti il cui costo non scende sotto il milione di dollari.
Poi vi è il cerchio esterno in cui permanogno ancora alcune bolle, ma generalmente il tenore di vita è misero. Peccato che questo cerchio costituisca gran parte dell’abitato e se è vero che anche le metropoli occidentali hanno le loro periferie – le banlieu parigine han fatto scuola – è anche vero che qui queste periferie si estendono per chilometri quadrati, pari ad una città di dimensioni medio-grandi in italia.
La spazzatura è una miniera d’oro sottoutilizzata (raccolta porta a porta o per quartiere disponibile sopratutto nei cerchi interni) camminando si vede come plastica e carta siano ovunque, anche per colpa delle varie catene di ristorazione coi loro imballaggi.
Se questo è il futuro che ci attende, essendo il modello quello preso generalmente ad esempio, beh allora ci attende un bel futuro di merda.
P.S. = Mi serviva un viaggio nelle periferie metropolitane per rivalutare le mie colline e alcune situazioni italiane (comunque in rapido declino)?