London Heathrow Tower Air Traffic Controller
Giorno: 1 giugno 2013
A Chicago High School, as a fundraiser, played Justin Bieber’s “Baby” between classes and had students pay to stop it. The campaign raised $1,000 in 3 days.
Una non può neanche bestemmiare che t’unfollowano.
Vi auguro di trasferirvi in Toscana, timoratididdio.
It’s cool, fidati!
Precedenza alla telecomunicazione
Visco: ai giovani: scordatevi i posti degli anziani
E’ il mio risveglio quotidiano.
Le volte in cui mi sveglio e donna non s’è già alzata da tipo mezz’ora…
L’amore è quella cosa che capita agli altri mentre tu perdi tempo su tumblr.
Una sera allo stadio.
E così tutti bardati con maglie e cappelli siamo entrati nella metropolitana per scendere al capolinea delle arene sportive, dove giocano la maggior parte delle squadre della città.
L’area dei parcheggi è privata quindi usciti dalla metropolitana si posson stappare le birre o altri alcolici che sarebbero proibiti per strada o in altre aree pubbliche. E’ l’alcool pre partita. C’è gente a cui non frega un cazzo della partita che si mette nel parcheggio solo per poter bere.
Rapido salto ai bagni di un complesso di bar e altre attività dedite alla ristorazione: controllo dell’identità per poter comprare alcool ed ecco centinaia di ragazzi e ragazze a cui non daresti 21 anni (documento falso anyone?) intenti a scolarsi di tutto. Molti fissano le generose scollature delle donne poppute dietro ai banconi.
Nei cessi un uomo porge le salviette per asciugarsi le mani ed una selezione di profumi e acqua di colonia. Stessa cosa nei bagni delle donne mi dicono, ma con una donna ovviamente.
Raggiungiamo lo stadio, controllo di sicurezza personale prima di entrare e birra a 10$. Non importa di che tipo, sia quella pisciosa che fuori costa 2,50$ che quella costosa da 8,50$ qui vengono 10$.
Lo stadio è abbastanza pieno, c’è un caldo fenomenale e il colpo d’occhio è notevole. Cosa fanno tutti? Guardano la partita? No. Mangiano e bevono. Principalmente bitta e hot-dog (la prima venduta anche dai venditori che girano tra le tribune)
Non ci sono veri e propri cori, ogni tanto qualche motto o ritornello molto breve, l’attenzione non è veramente sulla partita.
Quando un giocatore fa qualcosa di notevole parte un pezzo della canzone che ha scelto per quel momento di gloria. La telecamera indugia sul pubblico, coppie, bambini, gente che balla in modo scomposto. Di tutto per riempire i momenti morti tra una battuta e l’altra, tra un cambio di giocatore e cose così.
Al settimo inning si viene invitati a fare stretching. La mascotte si esibisce in mosse strane e l’atmosfera è tranquilla.
Per dirne una: i tifosi dell’altra squadra sono mischiati a quella locale. L’unico momento di tensione dalle mie parti è stato quando un anziano addetto al controllo biglietti ha invitato un ragazzino a non fare il dito medio (flip the bird) ad un gruppo di adolescenti che inneggiavano agli Yankees.
Poi ad un certo punto parte una musichetta ed entra in campo la mascotte su un mezzo con un cannone a forma di hot-dog ed inizia a spararli verso il pubblico.
Sullo schermo durante tutta la partita si vedono le statistiche dei giocatori ma sopratutto gli onnipresenti sponsor.
Che Paese l’America! come direbbe Frank McCourt.
Adesso mi piacerebbe leggere il resoconto di un americano a un’ipotetica partita Pisa – Livorno.