(Uno dei sogni di mio padre, una volta andato in pensione, era quello di imparare a suonare la chitarra. Decide così di segnarsi ad un corso serale per principianti).
Maestro (dopo i convenevoli di rito, rivolgendosi ai suoi due unici allievi, mio padre e un altro signore di una certa età): Allora ora prendete le chitarre.
Papà: La chitarra? Non l’ho portata…
Maestro: Ma questo è un corso di chitarra!
Papà: Sì, lo so, però pensavo che la prima lezione si facesse tipo solfeggio, vabbè abito qui vicino la vado a prendere…
(Mio padre ritorna) Maestro: Ok, iniziamo con la mano destra per l’arpeggio. Dovete pizzicare le corde…
Altro allievo: Ehm… a me manca un dito perchè è rimasto schiacciato sotto la pressa.
Maestro: Ah… vabbè… cioè vabbè dai puoi farlo con il plettro.
(Continua la lezione)
Maestro: E adesso passiamo alla mano sinistra, dovete piegare il dito ad angolo retto per tenere le corde…
Papà: Guarda io ho fatto l’idraulico per tanti anni e ora ho delle cisti che mi impediscono di piegare le dita ad angolo retto…
Maestro: … ma sentite ‘nattimo na cosa, ma perchè non ve siete segnati a ‘na scola de tamburo?