Voglio imparare a suonare The rains of Castamere con la diamonica delle scuole medie
Giorno: 9 giugno 2013
I took a 7 week coast to coast road trip after being laid off from Boeing. I didn’t have a camper but realized that being able to pull off the road at a rest or truck stop was the way to go to make the trip affordable. With a few sheets of 1/2” plywood and misc. hardware this is what I came up with. The effort was well worth the time and materials
MAMMAGARI.
Coco Pops finiti
Ma Catelyn Stark che riconosce subito The rain of Castamere? Molto Sarabanda.
GATTO Creatura anfibia che vive tra il mio pavimento e l’universo. Il g. base, distinguibile in g. Domestico e g. Selvatico, si compone tipicamente di: testa, occhi, pelo, orecchie, lingua triangolare, muso, peli, coda o codina, zampe o zampette, cuscinetti sotto le zampette, buchetto di culo, dentini, pancino peloso morbido (o mordibissimo). Questi elementi nel g. base sono tutti di serie. Opzionali le recchie mozze, l’occhio guercio, la zampa smerza, l’alopecia, la micosi, i vermi (g. di strada usato o molto usato); la coda piumata, i calzini bianchi, il pelo lucido, il collare col campanellino (g. business).
Il g. base necessita di manutenzione minima. Il g. base racchiude all’altezza della gola una scatola delle fusa che si attiva automaticamente quando il suo manutentore sta cucinando. Il segnale delle fusa indica richiesta di cibo da immettere nel g., ed è associato sempre a una piccola coreografia di tenerezze interessate al manutentore. Il g. si distingue dagli altri modelli di animali per la sua capacità di riconoscere l’attività intestinale del manutentore in modo da andarglisi ad accoccolare in grembo durante la digestione, non prima e non dopo, esattamente durante. Nei paraggi di attività psichedelica, il g. percepisce immediatamente l’effetto della sostanza in circolo nel manutentore e, riconoscendo il suo mondo di provenienza, dischiude la sua vera natura, che è cosmica, e si esprime come vettore di energie transplanetarie in forma di morbido felino. In quelle circostanze sarà dunque possibile riconoscere agevolmente nelle vibrisse del g. antichi bastioni di fortezze azteche, nelle piccole orecchie del g. caverne mesozoiche straordinarie, nel pelame del muso giungle pluviali, nelle pupille galassie in configurazione tra le tempeste elettriche. Per approfondimenti si rimanda a Burroughs – Il gatto in noi, ed. italiana Adelphi 1994, trad. di G. Bernardi, essenziale quanto esaustivo manuale d’istruzioni per l’utilizzo del g. come veicolo spaziale.
E comunque non mi fido di chi ha la macchina sempre lucida e con gli interni profumati
word. nessuno con un minimo di vita cerebrale ha il tempo di pulire costantemente l’auto. (via puzziker)
Non si smette di essere piccoli tutt’a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura di una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i jeans, puoi continuare ad andare ai concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti.
No, pensa. Non la fatina dei denti. La fatina dell’età.
The Alnwick Poison Garden
Alnwick Castle, Northumberland, EnglandThe Alnwick Poison Garden boasts some of the world’s most dangerous plants, hence the name. Behind big black gates, the carefully curated garden contains about 100 varieties illegal narcotics including poppies, which are used to make opium, the poisonous Atropa belladonna (also known as deadly nightshade), Strychnos nux-vomica (used to make strychnine), Coca (from which cocaine is produced), hemlock (used to kill Socrates), cannabis and more.
The current Duchess of Northumberland decided to revamp the gardens when she became mistress of Alnwick Castle. The project began around 2000, but she did not begin the Poison Garden until five years later. Inspired by the garden near Padua, Italy which was once used by the Medici’s to find better ways to kill their enemies, the Duchess decided to build a garden that was filled with narcotic, poisonous and deadly plants. The initial design included some medicinal plants, but she had them removed to maintain the concept of the Poison Garden.
