batchiara:

gbrlferraresi:

Quando faccio queste foto qui la conversazione dura poco: un centinaio di secondi in cui spiego il perché e il percome e via.

Porto a casa un nome di battesimo e una professione o un corso di studi. Niente cognomi, niente zone, niente telefoni, a volte una mail, più spesso niente. Per me è sano così.  

Ad avere tempo però poi sarebbe bello andarli a cercare: o ricordarsi che quella della foto si chiama Francesca ed è un mix di studentessa e gelataia. Indizi per la gelateria: via Vigevano. 

Splendida.

Qualche anno fa mio marito è morto, senza malattie, non c’era nulla di sbagliato in lui. Era una mattina come le altre e non sapeva che giacca mettere, sa, era nella marina e ogni mattina era la stessa storia, allora io gli dissi ‘ma che ne so, mettile tutte e tre!’. Poi gli chiesi cosa volesse per cena ed uscì, lo salutai dalla finestra come d’abitudine. Non l’ho più rivisto. Sa, quella mattina non mi disse cosa volesse mangiare, ‘me lo avrebbe detto dopo al telefono’ e da allora mi chiedo cosa avrei dovuto preparargli. Ogni sera mentre sono da sola a tavola ci ripenso e tengo il telefono vicino, come se aspettassi ancora. Ma nella mia mente so che quella mattina ci salutammo per l’ultima volta e almeno questo mi tranquillizza, il suo alzare la testa verso la mia finestra e poi continuare a guardare anche dopo che me n’ero andata. Sono felice che abbia avuto quella possibilità, anche se non ero preparata. Penso che lo aspetterò per cena per sempre.

signora alla fermata dell’autobus.  (via weirdlikeanunicorn96)

L’amore.

(via lunaparkmentale)

Tanta fatica a progredire come società, a emanciparsi, a studiare, tanta fatica a fare in modo di non essere considerate solo un oggetto.

E poi, certe donne, appena si presenta loro l’occasione, si atteggiano a… e si vantano di… essere delle svampite. Praticamente si vantano nel socialino di essere le Tinì Cansino, Carmen Russo, Lory Del Santo, dei tempi del Drive in.

Donne apparentemente intelligenti, colte e nella vita reale equilibrate che assumono pose del tipo: “hihihi guarda come sono scema… hihihi sono un po’ critina… oh guarda come sogno svampita e come non so fare questa cosa ihihihi”

Assumono i comportamenti che nei secoli hanno definito stronzi ed esecrabili quintalate di uomini e decidono che tali comportamenti diventano incredibilmente intelligenti e sensati.

Pare sia l’effetto del fare il giro dall’altra parte. Cioè, siccome una donna deve potersi permettere di essere *anche* un po’ svampita (e scosciata, e trombare a giro) senza che questo automaticamente la squalifichi come essere umano di serie B, allora pare che il mostrarsi svampite e scosciarsi e spiattellare in faccia a tutti di trombarsi qualsiasi cosa sia diventato un segno di emancipazione e modernità e maturità, invece fa solo tantissima pena.

Forrest Gump, uno dei più grandi filosofi del nostro tempo, dice “Stupido è chi lo stupido fa“. E alla fine io mi sento di abbracciare questo suo pensiero.

Habemus XKit !

Ho ceduto anche io, e sono passato a Chrome. Vediamo quanto resisto, prima di tornare a Firefox.

Comunque per adesso XKit non sembra male. Pero’ mi manca quella funzione di Missing-E che quando andavi col mouse su una notifica di like o di reblog, ti faceva vedere il thumbnail del post stesso. XKit invece mi fa vedere il numero di note.

forgottenbones:

nipresa:

Lo sclavismo* abbattuto in 11 caratteri

(mi ha sempre ricordato il modo in cui Dylan se la sfanga in “Dal Profondo” – che poi non era scritto da Sclavi ma da Castelli, quindi era già un esempio di sclavismo derivato ^_^)

* “Sono per l’abolizione dello sclavismo”, Tiziano Sclavi in un’intervista di anni fa

Aspetta, Dal Profondo era quello col mostro nelle fogne che a un certo punto ammazza uno che si fa la doccia, risalendo per la tubatura?

yep, quello:

sgabrioz:

Sono andato alla biblioteca, ho compilato il modulo per prendere in prestito tre manuali. Due li ho trovati da solo, ma il terzo sfuggiva al mio radar. Ho chiesto aiuto ai bibliotecari, ma ho beccato proprio quello col difetto cognitivo. Ed infatti mi ha portato due volte lo stesso libro, ma edizione precedente, di quello che avevo richiesto io ed avevo in mano. Gli ho dovuto spiegare tre volte che mi interessava quello nella prima richiesta. Alla fine mi sono stancato ed ho chiesto l’intervento di un suo collega, che mi sembrava più sveglio. Mi ha risposto a gesti, perchè era sordomuto. Allora mi rivolgo a quella che sembrava la più esperta. La sua risposta è stata: mmmhhhhhggnnnn ahhhhuuuuuuuu.

Non mi sono incazzato, perchè alla fine sono affetti da questi gravi deficit ed è giusto che siano perfettamente integrati a livello occupazionale. Mia madre insegnava sostegno e conosco le problematiche (detto così sembra che io ne abbia usufruito..fate finta di nulla). Ma, porca troia, tre al servizio informazioni prestiti nella stessa biblioteca? La situazione era più o meno questa.