Quelle notti in cui, invece di dormire ti chiedi che cosa ancora ti trattenga qua. E ti tornano in mente tutte le volte che te ne sei andato.

E non riesci a ricordare perché tutte quelle volte, sei tornato.

architectureland:

Rene Magritte Paintings, belgian surrealist artist.

Homesickness, 1940  / The Son of Man, 1946 /

The Castle of the Pyrenees, 1959 / The Treachery of Images, 1929 / 

The Pleasure Principle Portrait of Edward James, 1937 / 

LAvenir des statues, 1932 / The False Mirror, 1928

Time Transfixed, 1938  / The Human Condition, 1933

nipresa:

Poi La Voce è soddisfatta, ma fa un’altra richiesta. “Ora dovete reagire come se sul palco fosse salito il peggior sfigato che abbiate mai visto. Voi lo odiate perché è un incapace che non c’entra nulla con la trasmissione. Dimostratemelo.” E la gente fa buuuh e fischia e scuote la testa disgustata e urla all’aria di andare via. Sono seduto in prima fila e il mio campo visivo è completamente occupato dal logo gigantesco di X-Factor che continua a pulsare e amplificare la sensazione di essere dentro una puntata di Black Mirror. Quella puntata di Black Mirror. (via Selezioni naturali | VICE Italia)

Il talento puro è noioso. Ci vogliono anni per affinarlo, bisogna fare sacrifici, avere fortuna e mandare a fanculo qualcuno per ottenere qualcosa. Il talento non abbassa la testa e non ringrazia quattro giudici con un ghigno da self-important cicatrizzato in modo permanente sul viso. L’eliminazione del talento, del lavoro che ti emancipa da chi non ne ha abbastanza come te ci ha lasciato con la mediocrità come nuovo paradigma del meglio che abbiamo a disposizione.