Prof: Mi spieghi come funziona la camera oscura.
Studente: *si guarda le punte dei piedi*
Prof: Perché si chiama camera oscura?
Studente: Perché ciò che avviene in questa camera è oscuro. Non si può conoscere.
Giorno: 8 luglio 2013
This man had got to get ALLLLL the pussy man
Damn
niggas with money.
i don’t even know how to feel right now
Prendo una sedia e mi metto lì a vedere cosa succede quando piove
Enzo Ferrari la guarda. E piange.
No ma piu che altro io penso ai moscini. Quando arrivo a casa la sera verso l’ora del tramonto, ho la visiera del casco che sembra un quadro di Miro’, da tanti moscini spiaccicati. E non posso nemmeno raschiarli via perche’ si graffierebbe la visiera. Panno morbido, acqua e olio di gomito.
Dev’essere facile e divertente toglierli dal velluto di una Ferrari che va a 330, poi.
Questo è l’effetto che fa la reazione chimica simultanea di circa 630 tonnellate di dimetilidrazina asimmetrica e tetrossido di diazoto, il propellente altamente tossico di un lanciatore spaziale Proton M russo. Si tratta di una miscela ipergolica, ossia che reagisce per semplice contatto.
L’incidente è accaduto ieri al cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e riguarda un lancio senza equipaggio che doveva portare nello spazio tre satelliti del sistema GPS russo GLONASS. Non sembrano esserci feriti, ma solo danni minori ad alcuni edifici del complesso.
Notate il ritardo dell’audio, dovuto alla distanza dal punto di lancio (circa tre chilometri, a giudicare dalla durata del ritardo). Se vi state chiedendo come mai il missile non è stato distrutto in volo non appena è diventato evidente che era fuori controllo, mi risulta che i Proton non siano dotati di sistema di distruzione a distanza.
Maggiori dettagli e altri video sono su Astronautinews.it.
(descrizione del video presa da attivissimo).
Guardate pure questo guardate pure questo!
Si vede come si rompe nei vari pezzi!
Pluto’s Newly Discovered Moons Receive Names
Image Credit: NASA, ESA, Mark Showalter (SETI Institute)
Japanese photographer Kouichi Chiba takes beautiful photos that remind us you don’t need expensive or even particularly uncommon supplies to create art that delights and touches people.
Koichi places sweet and playful paper characters in a variety of environments, some natural, some urban, to create charming photos that feel like tender glimpses of a fragile little world existing inside our own that are completely endearing. Whatever they’re doing, naping, undertaking daring adventures, or just walking their dogs, his paper people are enjoying their lives.
Visit Kouichi Chiba’s 500px page to view more of his enchanting photos.
[via My Modern Metropolis]
Al negozio di acquari hanno accettato di ritirare le mie due rane. Sono cresciute troppo e cercano di mangiare gli altri pesci.
Pare di guardare gli Hunger Games.Così ieri sera, col mio bel retino, vado a prenderle per portarle al negozio.
Senza calcolare che le rane saltano, tiro su la prima.
Spicca il volo.
La vedo partire a bomba e correre per il soggiorno. Rovescio l’acqua del sacchetto. Bestemmio la madonna come se non ci fosse un domani.
Il mio gatto percepisce la concitazione e si schioda dal suo cuscino. Localizza la rana che salta e pensa che per cena c’è il sushi.
Mi butto per allontanare il gatto, mentre col retino cerco di fermare la rana.
Il gatto mi aggira sprezzante. Gli do una retinata sul muso.
L’anfibio sta bagnando ovunque.
Il gatto torna alla ribalta e mi sale sulla schiena.
Striscio con ‘sto zaino per qualche secondo.
Blocco finalmente la rana sotto alla mano.
Mi schiodo il gatto di merda dalla spalla con un signore che fa tremare i vetri.Ho una rana che mi salta sotto alla mano e sono indecisa tra svenire o vomitare.
Rimango lucida e la metto nel sacchetto con la poca acqua rimasta.
Poi mi alzo e vado a prendere sua sorella.
Perché questi sono veramente gli Hunger Games.
Scusate il reblog in ritardo, ma questa cosa merita troppo per lasciarla passare 😀 😀 😀
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si…meglio di no! io ho la diretta concorrente, quella fatta bene…sv650 😀
Guarda, quando l’ho presa e’ stato un testa a testa tra questa e la Cagiva Raptor, che ha lo stesso motore Suzuki della SV650. Alla fine dopo averle provate entrambe, sono andato a pelle, questa mi ispirava di piu’. Pero’ anche la Raptor e’ molto bella, e il motore dell’SV650 e’ indistruttibile.
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bella! 620? io c’ho buttato a terra la mia rs125 ai tempi per lo stesso motivo…
Yep, 620 i.e. Dark del 2004 🙂 Spero che non arrivi mai a scioglierlo cosi’ tanto da ribaltarsi, comunque !
Dice fa un po’ caldino oggi.
Ho lasciato la motina al sole e al ritorno l’ho trovata che pendeva da una parte: il cavalletto aveva sciolto l’asfalto e c’era sprofondato dentro.
P.s.
Per egvona: come ti dicevo, non e’ la prima volta. Gli altri buchi che si vedono nell’asfalto sono degli altri giorni caldi (la parcheggio sempre nello stesso posto).

