E le mattinate in cui ti svegli sentendoti come quando pedalavi per mettere in moto il Ciao, e non t’eri accorto che gli amici ti avevano sfilato la pipetta della candela.

Cosa cazzo pedali a fare?

unoetrino:

sustainfood:

Oggi per strada abbiamo trovato una paperotta!

L’abbiamo trovata a due passi dal grande acquedotto che attraversa la periferia est di Roma e che ha costretto alcune zone al suo ridosso a rimanere “selvagge". Da queste parti, tra enormi strade trafficatissime e ferrovie, lo spirito bucolico di alcuni romani è rimasto intatto, ed il panorama urbano è spesso arricchito da incredibili orti e altri tesori nascosti. Tipo la paperotta.

Era venuta fuori dal buco di un muro alto almeno tre metri, e appena ci ha visto ci è praticamente venuta incontro spaesata. Abbiamo rintracciato i proprietari – una coppia di gentilissimi signori nati proprio a due passi da lì – che come ricompensa ci hanno aperto le porte di un piccolo paradiso tra lo smog: un grande giardino pieno di alberi da frutto, galline, oche, cani, gatti e pappagalli, con l’erba che non era erba ma rucola selvatica (l’ho riconosciuta subito e mi sono presa i complimenti della signora), cespugli di more e una fontana con l’acqua dell’acquedotto di cui sopra (!), fresca come quella di montagna.

Per aver salvato la piccina da sicura morte per acciaccamento da coatto romano ci siamo guadagnati more, rucola, mele verdi (l’uovo no, ma il signor Adriano ci teneva lo fotografassimo) e una porta sempre aperta nel giardino sotto l’acquedotto.

Quelle poche volte che quella stronza di Roma ti sorride, lo fa col botto. 

:’)