– Come hai detto che si chiama questo troiaio nòvo?

– Uàirless.

– Come?

– Uàirless. E’ inglese, Ampelio. Significa “senza fili”. E’ un modo di collegarsi alla rete telematica.

– Ah. Ma cos’è, come Interne’?

– E’ Internet. Però senza fili. Se hai un calcolatore portatile, vieni al bar e ti colleghi direttamente senza bisogno di fili.

– Ho capito, vai. Te arrivi ar barre e invece di parla’ con Ugo e Gino ti colleghi a Interne’ e guardi cosa succede in Australia. Intanto che te guardi l’Australia, a du’ metri da te Ugo e Gino parlano di come tromba bene la tu’ fidanzata. Ma fammi ir piacere, fammi…

– Ampelio, non fare discorsi a beota. Internet è un mezzo. Dipende da come lo usi. Hai accesso a miliardi di informazioni. Sai tutto di tutti, le cose vere e anche quelle false. E tutto questo a velocità spaventosa e senza muoverti da casa.

– Ha ragione Ardo – dice il Del Tacca. – Sai tutto di tutti appena succede, anche quando ‘un succede nulla. E senza usci’ da casa. E’ come la tu’ moglie, Ampelio, però la puoi spengere.

Marco Malvaldi, Il gioco delle tre carte

aluskein:

Io domani ho chimica. Devo passarla assolutamente.
E non la passo perché ho un prof infame perché negli altri 7 scaglioni è l’esame più facile da tutti, da noi invece non si passa neppure dopo due anni. L’ultima volta ho preso 3. TRE. 
Ecco, io con un telefono conciato così come faccio a farmi suggerire?

Gioventu’ moderna, l’arte di copiare esiste da ben prima dell’avvento dei cellulari. C’e solo l’imbarazzo della scelta: rotolini sottomanica, fisarmoniche sotto al banco, scritte sulle braccia o sul banco, bignami o manabile nascosto, formule nella memoria della calcolatrice scientifica, amico fuori che sa leggere il labiale, amico in classe che ti fa il compito e poi scambia i fogli, amico che crea un diversivo per distrarre il prof mentre parli con gli altri, finto sangue dal naso per uscire e andare a chiedere ad altri amici…

Un po’ di fantasia, cribbio!