nothing-without-science:

Facts About Fireflies

  • Fireflies talk to each other with light.

Fireflies emit light mostly to attract mates, although they also communicate for other reasons as well, such as to defend territory and warn predators away. In some firefly species, only one sex lights up. In most, however, both sexes glow; often the male will fly, while females will wait in trees, shrubs and grasses to spot an attractive male. If she finds one, she’ll signal it with a flash of her own.

  • Fireflies produce “cold light.”

Firefly lights are the most efficient lights in the world—100% of the energy is emitted as light. Compare that to an incandescent bulb, which emits 10% of its energy as light and the rest as heat, or a fluorescent bulb, which emits 90% of its energy as light. Because it produces no heat, scientists refer to firefly lights as “cold lights.”

In a firefly’s tail, you’ll find two chemicals: luciferase and luciferin. Luciferin is heat resistant, and it glows under the right conditions. Luciferase is an enzyme that triggers light emission. ATP, a chemical within the firefly’s body, converts to energy and initiates the glow. All living things, not just fireflies, contain ATP.

  • Firefly eggs glow.

Adult fireflies aren’t the only ones that glow. In some species, the larvae and even the eggs emit light. Firefly eggs have been observed to flash in response to stimulus such as gentle tapping or vibrations.

  • Fun Fact: Light Organs

The glow from fireflies or lightning bugs comes from photic organs, or organs that produce light.

  • Fun Fact: Making Light

Fireflies combine three special substances in their photic organs to make light. The three substances are:
luciferin (a pigment),
luciferase (an enzymatic catalyst),
and ATP (nucleotide that provides energy to cells).

  • How to Catch Lightning Bugs

Tips on how best to catch lightning bugs or fireflies. | More

  • Creating Firefly Habitats

What kind of habitat do fireflies like? Why do they like standing water? | More

Credit: Firefly.org

tsuki-no-hikari:

Sono una brutta persona.

Sono rimasta a guardare per 4-5 minuti un cliente che fissava la porta, poi le vetrine, si sbracciava, guardava in alto, si avvicinava a un cm dal vetro e poi faceva un passo indietro.

Poi ha capito che non c’erano porte automatiche ma solo la cara vecchia maniglia! 

Ma li trovi tutti te ?

AL SUD

largofactotum:

  • Se sei invitato a pranzo o cena DEVI mangiare tutto
  • Se sei invitato ad un compleanno è tutto offerto, devi solo fare il regalo
  • Se sei invitato a pranzo o cena è buona educazione portare qualcosa (Devi bussare con i piedi, insomma)
  •   Il bicchiere d’acqua minerale al bar NON si paga
  •  Si mangia quando tutta la famiglia è a casa e non ad orari da ospedale

In teoria sarebbero buone abitudini da osservare anche qua da noi (in toscana). Io perlomeno sono stato cresciuto cosi’.

In pratica pero’ i miei amici sono scrocconi del cazzo che non portano mai nulla alle cene o ai compleanni, son fiósi quando si tratta di mangiare (casi in cui ci vorrebbe Otello Brondi, detto Tavolone, un metro cubo di pancia di cuoco, con due avambracci grossi e pelosi come orsi, che ti guarda male e ti chiede «Come mai ‘un ti garba?»), e spesso non aspettano nemmeno che siano arrivati tutti.

Per quanto mi riguarda comunque, e’ semplicemente maleducazione, non sono differenze culturali.

Cose da negri…

insospettabilmente-superficiale:

Qualche mese fa, Paguri A (o Paguri 1, diobestia, non mi ricordo mai quale dei due sono…) ha passato qualche giorno in Cambogia. A pigliarlo nel culo, ovviamente. Sì, perché quando a Livorno si chiede cosa uno vada (o sia andato) a fare in un qualsiasi posto, la risposta sarà sempre “A pigliarlo ner culo!”

Ma a parte questi dettagli, la cosa importante è un’altra. Ad un certo punto, con mirabile sprezzo del pericolo, il nostro eroe moderno decide di farsi tagliare i capelli da un coiffeur locale che aveva il proprio salone (tenuto insieme da canne di bambù, coperto di rami di palma e visitato più da galline, cani e gechi che da cristiani, o da buddhisti, o da induisti e così via…) tra la polvere di un villaggio attraversato da un’unica strada sterrata. L’elegantissimo hair stylist khmer non parlava neanche una sola parola di inglese, figuriamoci di italiano.

Alla notizia che il suo raffinato cliente veniva dall’Italia, però, gli si è illuminato lo sguardo e si è sentito in dovere di omaggiarlo, nominando con un enorme sorriso l’unica cosa che conosceva della nostra bella penisola: MARIO BALOTELLI.

Ecco, quella era la sola cosa che conosceva dell’Italia.

Mi spiego meglio: il simbolo dell’Italia, in un paesino sperduto della Cambogia, e probabilmente in altre parti del mondo, è un negro. Questo per dire: avete perso, inutili buffoni. Voi e il vostro ridicolo e becero razzismo da quattro soldi, voi e le vostre pagliacciate, voi e i figli dementi e disonesti dei vostri leader, voi e i vostri ridicoli ministri che volevano legalizzare le ronde, voi e le vostre desolanti crociate contro il cuscus, voi e la vostra pietosa battaglia contro le moschee, voi e i vostri giochini “affonda l’immigrato”, avete perso. E la cosa bella è che non vi ha distrutto un illuminato leader di una forza progressista, ma un becero calciatore, probabilmente duro, ignorante e arrogante, almeno quanto voi. Avete avuto il vostro momento di gloria perché umili e utili servitori di Berlusconi, ma avete perso, com’era giusto e auspicabile che fosse. Il mondo va avanti e voi siete rimasti isolati nel fortino costruito con la vostra spaventosa e grottesca ignoranza. Vi state estinguendo e di voi resterà solo il ricordo di un triste fenomeno da circo elevato a forza politica.

Sipario.

APPLAUSI !…