In un’epoca e in un paese in cui tutti si fanno in quattro per proclamare opinioni o giudizi, il signor Palomar ha preso l’abitudine di mordersi la lingua tre volte prima di fare qualsiasi affermazione. Se al terzo morso di lingua è ancora convinto della cosa che stava per dire, la dice; se no sta zitto. Di fatto, passa settimane e mesi interi in silenzio.

Italo Calvino, Palomar

(via frammento)

https://www.tumblr.com/audio_file/gigiopix/55957245902/tumblr_mm6ndx2vyI1r3p0qo?plead=please-dont-download-this-or-our-lawyers-wont-let-us-host-audio
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morganafae-ladyoftheflowers:

Get down, get down, little Henry Lee
And stay all night with me
You won’t find a girl in this damn world
That will compare with me

True story (fresca di stasera) – Interno notte, bar molto frequentato

io: un bourbon, grazie (pronuncio con bell’accento ˈbʊəbən, mica cazzi)
cameriera: un cosa?
io: un bourbon, on the rocks
cameriera: un berbo non so cos’è
io: cazzo, un BARBON, ha presente?
cameriera: il bagno? E’ di là
io: no, no, un bourbon con ghiaccio!
cameriera (rivolta al titolare): tu sai cos’è il berbo?
titolare: no, non so
io: ha presente il Four Roses?
cameriera: non so cos’è ma non ce l’abbiamo
io: (mi sporgo dietro al bancone perché le bottiglie non sono esposte, non c’è bourbon, vedo un Jack Daniels) QUELLO LI’ (puntando il dito con fare minaccioso)
cameriera: ah, un vischi
io: eh, quello, sì

cameriera (poco dopo): ci vuole il ghiaccio?
io: sì, diop***o
cameriera: il porto? ma non voleva il vischi?