Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d’amore e di speranza.

Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
Solo quando la luce splenderà,
sulla tua bocca lo dirò fremente!
Ed il mio bacio scioglierà il silenzio
che ti fa mia!

Dilegua, o notte!
Tramontate, stelle!
All’alba vincerò!
 

Sotto la gronda de la torre antica
Una rondine amica,
Allo sbocciare del mandorlo è tornata.
Ritorna tutti gli anni,
Sempre alla stessa data,
Monti e mare essa varca
per tornar.

Solo amore
Quando fugge e va lontano
Speri invano
ma non torna più,
Speri invano
Ma non torna più.

Ne la penombra dolce della sera
Passa la primavera.
Cinguettano le rondini nel volo,
Ebbre di luce e d’aria.
Ed io son triste e solo;
Monti e mare tu non varchi
per tornar.

Mia piccina,
Fosti tutta la mia vita;
Sei fuggita
E non torni più.
Sei fuggita
E non torni più.

Recitar!
Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico,
e quel che faccio!
Eppur è d’uopo, sforzati!
Bah! Sei tu forse un uom?
Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba,
e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t’invola Colombina,
ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor

Ridi,
Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor

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La donna è mobile
Qual piuma al vento,
muta d’accento
e di pensiero.

Sempre un amabile,
leggiadro viso,
in pianto o in riso,
è menzognero.

La donna è mobile.
Qual piuma al vento,
muta d’accento
e di pensier!

È sempre misero
chi a lei s’affida,
chi le confida
mal cauto il core!

Pur mai non sentesi
felice appieno
chi su quel seno
non liba amore!

La donna è mobile
Qual piuma al vento,
muta d’accento
e di pensier

(video)