unoetrino:

glowred:

nipresa:

Sto leggendo “The Armageddon Rag" di George RR Martin.
Nel primo capitolo muore un personaggio.
Nel secondo in un flashback si racconta la morte di nove persone.
Nel quarto muoiono 73 persone.
Se la progressione è questa, credo che il titolo sia da intendere in senso letterale.

Assumendo che ci troviamo di fronte a una progressione esponenziale del tipo m*k^i, e contando i capitoli a partire da zero, possiamo risolvere il sistema come [ m*k^0 = 1, m*k^1 = 9, m*k^2 + m*k^3 = 73 ]. La prima uguaglianza è un’identità, ma dividendo la terza per la seconda si ottiene k + k^2 = 73, il che ci fa ottenere k = (sqrt(293)-1)/2, e da cui abbiamo m = 18/(sqrt(293) – 1). Ora, il libro ha 24 capitoli da quel che leggo, e solo nel 24esimo, seguendo questa legge, dovrebbero morire 26705406511336298333169430 persone, il che equivale circa a 4 milioni di miliardi di volte la popolazione della terra.

Quindi sì, direi che Martin ce la può fare.

E questo è il motivo per cui io sono su tumblr.

Non capisco perche’ sia stato impostata la terza equazione del sistema come m*k^2 + m*k^3 = 73. Avrebbe dovuto essere cosi’ se i 73 morti fossero stati nel TERZO E QUARTO capitolo. Mentre invece sono solo nel quarto. Presupponendo che il terzo capitolo sia stato tralasciato per mancanza di morti, il sistema dovrebbe diventare:

[ m*k^0 = 1, m*k^1 = 9, m*k^2 = 0, m*k^3 = 73 ]

il che pero’ mi fa dubitare un poco della correttezza di una serie esponenziale, per descrivere questo modello, in quanto non sembra seguire un andamento monotòno non decrescente. Credo che sarebbe piu’ adatta una funzione che permetta alla progressione di oscillare.

Ok, biglietti per settembre presi. I traghetti costano carissimi, ma sticazzi, sono anni che dico di fare la Sardegna in motina. Sara’ ora di darsi una mossa?

Per agosto invece nulla, mi sa che resto a casina. Probabilmente girero’ un po’ la toscana, e recuperero’ un po’ delle cose da vedere che ho a due passi da casa, e che non ho mai visto.

Se qualcuno vuole unirsi, e’ il benvenuto.

– Come hai detto che si chiama questo troiaio nòvo?

– Uàirless.

– Come?

– Uàirless. E’ inglese, Ampelio. Significa “senza fili”. E’ un modo di collegarsi alla rete telematica.

– Ah. Ma cos’è, come Interne’?

– E’ Internet. Però senza fili. Se hai un calcolatore portatile, vieni al bar e ti colleghi direttamente senza bisogno di fili.

– Ho capito, vai. Te arrivi ar barre e invece di parla’ con Ugo e Gino ti colleghi a Interne’ e guardi cosa succede in Australia. Intanto che te guardi l’Australia, a du’ metri da te Ugo e Gino parlano di come tromba bene la tu’ fidanzata. Ma fammi ir piacere, fammi…

– Ampelio, non fare discorsi a beota. Internet è un mezzo. Dipende da come lo usi. Hai accesso a miliardi di informazioni. Sai tutto di tutti, le cose vere e anche quelle false. E tutto questo a velocità spaventosa e senza muoverti da casa.

– Ha ragione Ardo – dice il Del Tacca. – Sai tutto di tutti appena succede, anche quando ‘un succede nulla. E senza usci’ da casa. E’ come la tu’ moglie, Ampelio, però la puoi spengere.

Marco Malvaldi, Il gioco delle tre carte

aluskein:

Io domani ho chimica. Devo passarla assolutamente.
E non la passo perché ho un prof infame perché negli altri 7 scaglioni è l’esame più facile da tutti, da noi invece non si passa neppure dopo due anni. L’ultima volta ho preso 3. TRE. 
Ecco, io con un telefono conciato così come faccio a farmi suggerire?

Gioventu’ moderna, l’arte di copiare esiste da ben prima dell’avvento dei cellulari. C’e solo l’imbarazzo della scelta: rotolini sottomanica, fisarmoniche sotto al banco, scritte sulle braccia o sul banco, bignami o manabile nascosto, formule nella memoria della calcolatrice scientifica, amico fuori che sa leggere il labiale, amico in classe che ti fa il compito e poi scambia i fogli, amico che crea un diversivo per distrarre il prof mentre parli con gli altri, finto sangue dal naso per uscire e andare a chiedere ad altri amici…

Un po’ di fantasia, cribbio!