È più bella la spiaggia di lunedì. Spazi larghi, spiagge pulite, silenzio. Silenzio fino a che non arrivano le mamme con i bambini.
Emma, 3 anni.
Mamma ha iniziato a umiliarti quando stamani ti ha vestita da confetto per uscire. Ora in spiaggia ti costringe con gli zoccoli di pelle lucida ai piedi e un perizoma.
Ma, a parte gli zoccoletti a zoccoletta, che se fossi il tuo babbo li sbatterei in testa alla mamma fino a che non diventano paglia, io dico DioYamamay, il perizoma per dare una parvenza di sessualità a una bambina di tre anni? Ma lasciala andare nuda!
Ma no, perché la mamma inizia:
EMMA, non sederti sulla sabbia.
EMMA, non bagnarti che non hai ancora digerito.
EMMA, non perdere i giocattoli.
…
EMMAccheccazzo gridi che tua figlia è neanche a un metro!
Andrea, 7anni.
Mamma ti chiama in continuazione, Andreeeee stai buono, Andreeeee non tirare sassi, Andreeee bagnati la testa
Scusi, sa che togliendo una “a" non risparmia una vocale ma rompe i coglioni a chi vuole leggere in pace?
Francesco, 10 anni.
Il classico bambino cresciuto con troppi cartoni animati. Parla come un attore consumato. La mamma in pressing:
France (ancora questo vizio di troncare il nome, ma in questo caso ci passo su) metti gli occhiali che hai gli occhi chiari; France metti la crema che hai la pelle chiara e ti scotti; France attento al materassino che si buca …
Dico: Ma portarlo in montagna a Francesco?
Poi, come per una magica congiunzione astrale, le mamme cominciano a parlare tra loro. La faccio breve e riassumo i punti salienti del discorso:
Non puoi capire come il mare lo rende nervoso, guarda, intrattabile!
E magari stasera quando il marito telefona per salutare rispondono: il mare? Una fatica, beato te che lavori tutto il giorno!
(Poi ci sono anche le mamme tranquille, certo, le riconosci dal marito intelligente)