– Tu sei quella cosa schifosa che stava dentro la signora?
– Sì, no… No, la signora è quella cosa schifosa che stava fuori di me.

Padre Maurizio e “Giuditta” – Il piccolo diavolo

Questo e’ un Fransk Pølser danese (anche se credo ci sia pure in Francia, perche’ il nome significa letteralmente “salsiccia francese”).

A Copenhagen e’ pieno di Pølsevogn, furgoncini per hot dog, aperti fino a tarda notte. Praticamente l’unica cosa aperta fino a tardi, oltre ai 7-Eleven, perche’ i locali dove si mangia chiudono prestissimo.

Una specie di parabola

iceageiscoming:

nipresa:

La faccio breve: a Gardaland si può acquistare, in aggiunta al biglietto di ingresso, un carnet di biglietti speciali che permettono di saltare le code per determinate attrazioni.
Le critiche negative (controllate su tripadvisor) si dividono tra “è ingiusto e diseducativo permettere a chi paga di infrangere le regole*” e “non fa saltare abbastanza la coda”.

* fuori da alcune attrazioni c’è scritto che è vietato saltare la coda; poi c’è la definizione di cosa si intende per “saltare la coda”.

Pliis visit auar cauntri giumping de coda

La cosa peggiore e’ che in alcune attrazioni (tipo il Blue Tornado), talmente tanta gente paga il sovrapprezzo che c’è la fila ANCHE all’ingresso prioritario. Gli addetti riempiono le poltroncine facendo passare gente a file alterne: un giro tutta gente con biglietto speciale, un giro gente con biglietto normale.

Il che significa che:

1) paghi il sovrapprezzo per non fare la fila, e poi la fai comunque.

2) chi ha il biglietto normale, ci mette IL DOPPIO di prima, per arrivare all’ingresso. Un’ora sotto il sole che picchia, e non puoi nemmeno allontanarti a prendere qualcosa da bere o perdi il posto.

zalesthebard:

soggetti-smarriti:

culochetrema:

shuppiluliuma:

unoforsedue:

e lo devono annunciare sindaco e assessore?

con tutta la simpatia per questo signore, ma… certo che _questi_ sono gli eroi che merita _questa_ sicilia.

davvero interessante.∩|๑◕▽◕๑|∩

ore 11.15 festeggiamenti al traguardo.

Se cade festeggiano comunque?

Sto acquistando il biglietto aereo: faccio Palermo?

Visto ce siamo inzona, domenica, se non siamo al mare o da qualunque altra parte, io ci farei un saltino…

Ma una diretta in streaming dall’elicottero non la fa nessuno? Nessuno pensa a quei milioni di spettatori fisicamente impossibilitati ad arrivare alla Madonnina ?

Patente

spaam:

Avete perso la patente e vivete all’estero. Il candidato ha 6 mesi di tempo per farsene fare una copia.

Dopo aver denunciato il fatto alla polizia tedesca, fiducioso come Josef K il giorno del suo arresto, mi reco all’ambasciata italiana, il lungo braccio burocratico del mio Paese. Il tipo allo sportello, l’unico in tutta l’ambasciata, mi dice che loro non si occupano più di patenti di guida. E chi di grazia, chiedo io, si occupa di patenti? Semplice, la motorizzazione. In Italia.

Così, a giugno, trovandomi in Italia per altri motivi, tra una lasagna e una coda alla vaccinara della mamma che mi trovava sciupato, più o meno dal 1997, mi reco alla motorizzazione, per duplicare una patente persa e che mi spedisce subito affanculo indietro, perché la denuncia alla polizia tedesca non si capiva. 

Grazie a mezzo grammo di eroina e una coca zero ritrovo la pace interiore e l’uscita e mi reco al commissariato di polizia.

Dopo un’oretta di attesa, dove ogni 5 minuti passava un appuntato che gentilmente e con un filo di voce mi chiedeva “LEI CHE DEVE FARE?”, mi ritrovo davanti al capo questore in seconda o una cosa del genere, del commissariato Appio-Tuscolano de Roma.

Il tipo era un laziale (gagliardetto dietro il muro e poster della Lazio scudettata 99/00) e così, forte di una parentela che per anni aveva tentato di inculcarmi l’aquilotto nel cuore, intono subito un “Lazio, sul prato verde vola, Laaaa-zio, tu non sarai mai sola”. Il tipo ce casca subito, me prende per uno de loro al punto che s’abbracciamo stretti stretti come fossimo due vecchi amici de retata, poi butta la denuncia tedesca, ne scrive una nuova italiana e me manda in circoscrizione a fare 4 foto nuove, di cui una autenticata. Pare sia il protocollo.

Con tutta sta roba, torno alla motorizzazione dove mi rifaccio non so quante ore di attesa di cui un giorno vi racconterò e finalmente arriva il mio turno. Contento come uno che ha appena trovato parcheggio sotto casa, mollo il faldone dei documenti, pronto ad avere indietro la mia patente. Quello guarda, annuisce, tira su col naso, riguarda, se grata il naso, poi l’orecchio, poi guarda ancora, annuisce di nuovo e via così de tic in tic fino a quando esclama: “Bene, mo co tutta sta robba vai all’ambasciata italiana e te fai rilascià una patente tedesca”. 

Sbianco. Come? E quella italiana? Quella rosa con scritto “I”, quando me la ridanno? 

Il tipo sorride, ma è la nuova procedura. Così, tornato in Germania, ho questo faldone di carte e fotografie che domani porterò all’ambasciata italiana per avere, forse, una nuova patente. Tedesca.

Non so se ridere o se piangere, guarda.

Io provai addirittura a cercare di votare, quando vivevo in spagna, suscitando l’ilarita’ del tizio al consolato. A quanto pare, cercare di votare dall’estero senza averci la residenza, e’ considerato molto divertente.