Ho fatto ogni sorta di conoscenze, ma non sono riuscito a trovare una vera compagnia. Non so che cosa la gente possa trovare in me: molti mi hanno in simpatia, mi si legano e mi dispiace quando si può fare strada comune soltanto per breve tratto. Se mi chiedi com’è qui la gente, ti debbo rispondere: come dappertutto. Il genere umano è in verità monotono! I più passano la maggior parte del tempo per vivere, e nei brevi momenti di libertà a disposizione, si tormentano per trovare il modo come disfarsene. Oh, destino degli uomini! Tuttavia è buonissima gente. Quando talvolta io riesco a svagarmi godo con loro le gioie che ancora sono concesse all’uomo: divertirsi cordialmente intorno ad una tavola bene imbandita, organizzare una gita, un ballo o qualcosa di simile, ne risento un ottimo effetto; devo soltanto allora non ricordarmi di tante altre energie in me nascoste che si sciupano intanto inutilmente e che devo accuratamente nascondere. Ohimè! Come il mio cuore ne è angosciato! Eppure, essere incompresi è il destino di noi tutti. Ah, perché l’amica della mia giovinezza è partita! Ah, perché io non l’ho mai conosciuta. Dovrei dire a me stesso: “Tu sei pazzo! Tu cerchi ciò che non può essere trovato”.
Johann Wolfgang von Goethe, I dolori del giovane Werther