Quando il sole si spegnerà
Di colpo
Impiegheremo 8 minuti ad accorgercene

Mi ricorda quella volta che mi guardasti in faccia
E mi dicesti
“Sappi che non ti amo più”

Impiegai 14 minuti a capire
Passarono 13 minuti e 59 secondi
Prima che calasse il buio
E il freddo

Eri già più lontana del sole, allora

Non è chiaro come sopravvissi
Non è chiaro come ti riaccendesti

Guido Catalano – 14 minuti

(via onebrokenarrow)

Ho fatto ogni sorta di conoscenze, ma non sono riuscito a trovare una vera compagnia. Non so che cosa la gente possa trovare in me: molti mi hanno in simpatia, mi si legano e mi dispiace quando si può fare strada comune soltanto per breve tratto. Se mi chiedi com’è qui la gente, ti debbo rispondere: come dappertutto. Il genere umano è in verità monotono! I più passano la maggior parte del tempo per vivere, e nei brevi momenti di libertà a disposizione, si tormentano per trovare il modo come disfarsene. Oh, destino degli uomini! Tuttavia è buonissima gente. Quando talvolta io riesco a svagarmi godo con loro le gioie che ancora sono concesse all’uomo: divertirsi cordialmente intorno ad una tavola bene imbandita, organizzare una gita, un ballo o qualcosa di simile, ne risento un ottimo effetto; devo soltanto allora non ricordarmi di tante altre energie in me nascoste che si sciupano intanto inutilmente e che devo accuratamente nascondere. Ohimè! Come il mio cuore ne è angosciato! Eppure, essere incompresi è il destino di noi tutti. Ah, perché l’amica della mia giovinezza è partita! Ah, perché io non l’ho mai conosciuta. Dovrei dire a me stesso: “Tu sei pazzo! Tu cerchi ciò che non può essere trovato”.

Johann Wolfgang von Goethe, I dolori del giovane Werther

1hollygolightly1:

Allora, il buon Medardo disse:
– O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.

 Italo Calvino da Il visconte dimezzato