masoassai:

fajrarmy:

BILIN, West Bank (AP) — Residents of this Palestinian village have planted flowers in hundreds of spent Israeli tear gas grenades to honor those killed during their weekly protests against Israel’s West Bank separation barrier.

Mohammed Khatib, a village organizer, said Wednesday that the unusual garden is meant to show that life can spring from death.

Bilin has become a symbol of Palestinian protests against Israeli policies in the West Bank. The village’s struggle to regain land taken by the barrier was the subject of “Five Broken Cameras,” a documentary nominated for an Oscar last year.

Palestinians say the barrier, which cuts into the West Bank, amounts to a land grab. Israel says it’s needed to keep Palestinian attackers out. 

The Bilin garden commemorates Bassem Abu Rahmeh, a protest leader who was killed in 2009 when a tear gas grenade struck him in the chest during a demonstration. Bassem’s sister, Jawaher, died nearly two years later, a day after a weekly protest during which villagers said she inhaled Israeli tear gas.

During West Bank protests, Israeli troops often fire tear gas, stun grenades, rubber bullets and occasionally live rounds, portraying them as appropriate means against Palestinian stone throwers.

The Big Story / AP

botta forte

Quando il libro digitale è solo un costo in più

pollicinor:

Com’era prevedibile, l’annunciata rivoluzione digitale della scuola italiana si è trasformata in un aggravio per le famiglie

«Abbiamo scoperto – aggiunge – che per scaricare i libri sul lettore bisogna prima comprare quelli cartacei, su cui è stampato il codice che ne permette il trasferimento in digitale. E ci è sembrata una presa in giro. Che senso ha avere due copie dello stesso testo, una cartacea e l’altra elettronica?».

Plis, inveid aur cauntri.

Quando il libro digitale è solo un costo in più

3nding:

kon-igi:

kitchenbrain:

Ispirato da un reblog del buon 3nding, posto un po’ delle mie montagne.

Sia chiaro, io sono ragazzo di campagna e abito in provincia di Pavia, però il posto che più amo al mondo è il Monte Rosa. La mia famiglia ha da sempre una casuccia un po’ di pietra ed un po’ di legno in Valsesia (VC).

La Valsesia è da sempre una vallata non molto turistica. Non è famosa per avere quel granché di piste da sci o alberghi. Una vallata a “V” abbastanza chiusa con una strada statale striminzita a 2 corsie che la percorre fino a monte del Sesia, alle cascate dell’Acqua Bianca. Proprio questa chiusura… questa carenza di vita… mi fanno adorare questo posto. Non è come la Val d’Aosta, ricca di “distrazioni” e ben servita da servizi e con tanti bei negozi e locali per lo svago.

La Valsesia è un posto dove si va se si ama la montagna nella sua purezza. Se non hai un impianto satellitare non vedi altro che Rai1, 2 e 3. E i paesini hanno di solito 1 o 2 negozietti che hanno di tutto. Quando riesco a trovare il tempo per andarci rinasco. Trekking all’alpe Meggiana sopra casa, o alla sorgente del Sesia dopo il rifugio Pastore… Il massimo è quando con la funivia si sale a 3000 metri dove non c’è altro che roccia e ghiaccio e si aprono tutte le vie per i rifugi altissimi (tra cui pure la Capanna Margherita il rifugio più alto d’europa a 4554 metri).

La cosa che più amo è farmi un bel panino enorme con Toma valsesiana e salame locale, chiudere tutto nello zaino e salire in quota. Stendermi sull’erba e mangiarmi il panino guardandomi il panorama. Ultimamente, con mio fratello e la nostra guida alpina, Sergio, adoro anche arrampicare (mai oltre un 4° o 5° livello… sono troppo grosso) però andare in falesia e arrampicare è fantastico.

L’alta Valsesia non è per tutti, ma se vi piace leggere un buon libro, respirare aria fresca, camminare, arrampicare, fare sport acquatici (rafting, canoa ecc.) mangiare spezzatino e polenta concia e soprattutto stare lontani dal caos delle città… è il posto che fa per voi.

È un aereo?! È un uccello?! No, è il CUOCO ARRAMPICATORE!

Bello.

A Padova non ci si può più sedere per terra, sdraiarsi sulle panchine, fare le grigliate in riva ai fiumi, stendere il bucato

curiositasmundi:

Perché il piddì è di sinistra, eh?

A Pisa, qualche anno fa, fecero un’ordinanza comunale che proibiva di sedersi sulle spallette dei lungarni, pena 100 euro di multa.
In teoria la giustificazione era il rischio di cadere di sotto. in pratica, il voler dimostrare la volonta’ di fare qualcosa.

A oggi, i lungarni (le cosiddette “palle di ponte”, le spallette ai lati del Ponte di Mezzo) sono ancora il punto di ritrovo degli universitari, la sera, che prendono da bere nei bar vicini e si mettono li a chiacchera.
Soltanto qualche turista di passaggio, nei primi tempi, si e’ beccato la multa.

Cambiare tutto per non cambiare nulla.

A Padova non ci si può più sedere per terra, sdraiarsi sulle panchine, fare le grigliate in riva ai fiumi, stendere il bucato

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Il futuro, Julio Cortazàr (via letizias)