Il Signore del Tempo

curiositasmundi:

Il negozietto è microscopico e può ospitare un solo cliente davanti al piccolo banco consumato. Tutto ticchetta attorno a me, orologi di tutte le fogge e misure, sveglie di qualsiasi formato, pendole e orologi da parete, tutto l’interno del locale pare rivestito di una sorta di texture fittissima di quadranti e lancette che riveste le pareti e ne ingombra la piccolissima e polverosa vetrina.
Nell’angolo, incastrato tra due scaffali e sotto sotto un cono di luce giallognola lavora a testa bassa l’uomo, che quando entro mi saluta senza togliere  l’occhio dal monocolo puntato sull’ingranaggio che sta lavorando, Buongiorno siòr, el ‘speta n’àtimo che so subito da lù.
Co’ comodo, rispondo, qua xe lù el Siòr del Tempo.  Un sorriso impercettibile si delinea per una frazione di secondo sotto il baffo bianco mentre continua a manovrare con una pinzetta dentro un groviglio di micro rotelline dorate, quindi stacca lo sguardo, alza la testa, si toglie il monocolo e mi guarda, El me diga.
Devo cambiare la batteria dell’orologio, glielo porgo, Ah un Secctorr, fémo subito. e si mette a manovrare. Sopra di lui una radiolina a transistor che deve aver trasmesso la diretta dell’elezione di Breznev alla dirigenza del Pcus gracchia in mono degli spezzoni di vecchi radiogiornali. Una voce uscita dal tempo, tremante e col respiro corto dice cose tipo: Non c’è più il paese, non c’è più Longarone, si sente nella glottide l’emozione trattenuta che attraversa cinque decenni, poi uno stacco e la conduzione torna in diretta odierna con voce femminile che commenta, snocciola morti in forma di numeri e misura l’ecatombe in milioni di tonnellate cube di fango e acqua, quindi torna alle voci e testimonianze di quei giorni squarciando di nuovo il Tempo con lo strazio di un unico sopravvissuto di una famiglia di ventitré persone.
Dietro le voci della radio il ticchettìo incessante dei milioni d’ingranaggi, dietro il banco l’uomo opera in silenzio e termina veloce il lavoro sul  mio orologio, lo chiude, lo regola, fa un lungo sospiro, alza gli occhi e mi guarda con aria triste. Io mi ricordo sa? Me lo ricordo bene anche se ero un ragazzino, io sono del ’50 e avevamo comperato la televisione da quattro giorni, eravamo tutti contenti di quella novità moderna e venivano anche tutti parenti e amici a guardarla e quel giorno saremo stati in dieci quindici a vedere quel disastro lì, mia mamma -povera donna- per non farsi vedere a piangere se n’era andata di là, ma la sentivamo lo stesso che singhiozzava e anche mio padre e mio zio e tutti gli uomini avevano gli occhi rossi e tiravan su col naso. Nessuno ha detto niente quando è finito il telegiornale, ci siamo sì e no salutati, quella sera nessuno, nessuno di noi è risuscito a toccare la cena. E’ stata una cosa terribile, terribile quello che hanno fatto a quella gente, a quelle montagne.
Così dicendo svuota il magone con un profondo sospiro, mi porge l’orologio, Xe dò euro, pago, mentre prendo lo scontrino l’uomo termina il suo discorso.
Forse sarà stà anche perché ‘na volta el mondo era più piccolo e le cose ti arrivavano così vicino che ti facevano male, non come ‘desso cò tutti sti smarfòn che si sa tutto quello che succede dappertutto e non si capisce niente che tutti devono dire la loro. Abbozzo mesto, ci salutiamo ed esco per far spazio al cliente successivo. Il cambio d’ambiente improvviso da quell’angusta e scura bottega al portico che dà sulla strada illuminata dal sole mi investe come un boato, seguito dai mei passi che si allontanano come un ticchettio incessante.

Pulire il camino della stufa con una fascina di piccole canne di bambu’ tagliate nel bosco qua dietro potra’ essere stata anche una buona idea. Sicuramente ha funzionato.

Adesso mi serve solo un’idea per pulire il resto della stanza dal macello che ho fatto.

corallorosso:

Torre di Pisa, flash mob dei vigili del fuoco: “No ai tagli”.

I turisti protestano con loro

I pompieri si sdraiano sotto uno dei monumenti nazionali più celebri per contestare il governo: “Ha annunciato mille assunzioni e ne servirebbero 45mila: i più giovani del corpo hanno 40 anni, a quell’età in Francia non fanno più interventi”. E i passanti solidarizzano

arewekidding:

unoetrino:

thehandsthatthieve:

transparentglow:

gifcraft:

Amazing resonance experiment with salt
Using a vibrating metal plate connected to tone generator, Scientist Bruss Pup performs scientific magic by seemingly controlling and manipulating grains of salt to dance in specific patterns.

siiiickkk

wowwwwwwww

science, bitch!

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E’ una lastra di Chladni, basta un altoparlante da posizionare sotto una lastra metallica, e un DSP in grado di modulare il suono a una frequenza ben precisa (ma immagino sia sufficente anche un normale computer, col software adatto).

E’ una delle tecniche usate per la progettazione delle casse armoniche di chitarre e violini.