Ai primi del 500, l’arcivescovo Isidoro di Siviglia decise di scrivere il suo personale trattato di scienze naturali e divise gli animali in otto categorie: bestie da soma, bestie selvatiche, piccoli animali, serpenti, vermi, pesci, uccelli e lavoratori a progetto. Il successo fu strepitoso e la sua opera divenne una serie TV con Amanda Lear e Lino Banfi, giungendo pressoché intatta fino al XIII secolo. Al tempo, le conoscenze scientifiche erano ancora limitate al calendario di Frate Indovino e al metodo Stamina, così che anche il manuale di Isidoro sembrava un vero e proprio trattato di scienze naturali. In realtà, tutta la zoologia era ancora una branchia della teologia e questo la dice lunga su come quei Papi comunisti considerassero Dio.
Le cose restarono così fino al Rinascimento, quando un pellicciaio di Zurigo decise di riordinare un po’ tutti quegli animali, descritti prima da Isidoro, ma in ordine alfabetico. Questo gli valse un premio Ignobel e un posto a Guantanamo, dove è ancora rinchiuso, in catene, con l’accusa di terrorismo, tentata strage e violazione del suolo pubblico.