ze-violet:

autolesionistra:

L’altra sera passa un Amico Che Stimo™, si fanno due chiacchiere, dice che è stato alla riunione della scuola e che gli è sembrata indicativa di come vanno le cose in madrepatria, hai la scuola che casca a pezzi, non hai copertura per portare i cinni in gita ma il massimo dell’attivismo genitoriale ce l’hai sul farsi le seghe sulle pere a km zero in mensa.
Il tutto mentre l’insegnante di religione ti fa un pistolotto sull’importanza dello sviluppo spirituale (sic) dei cinni della materna.

C’è voluto qualche giorno e un tegame di pasta al forno per farmi arrivare l’illuminazione notturna:
corso di aggiornamento “Esercizi Spirituali con Laterizi” e conversione dell’intero corpo docenti di religione in manovalanza edile a recupero edifici scolastici.
Si vince tutti: noialtri che ci tocca pagare gli insegnanti di religione comunque, e il clero che farebbe molti più proseliti con il buon esempio del professionista scelto dalla cvria che con grande abnegazione ti stucca il crepone piuttosto che fare i disegnini su Abramo che va a sacrificare Isacco (omettendo il complotto di toghe azzurre sioniste che gli permise di mantenere la patria potestà sul disgraziato figliuolo nonostante evidente infermità mentale).

gegno

Il tram

hrocr:

In tram c’erano un ragazzo e una ragazza che flirtavano. Lei aveva un marcato accento del sud, azzarderei a dire salentino, lui un trolley. Avete presente quei flirt ancora acerbi? Quando si tasta il terreno. Lei che dice mezze cose, lanciando sguardi maliziosi. Lui che adotta l’antica tecnica del simpatico cacacazzi.
La tecnica del cacacazzi è molto diffusa. Viene spesso utilizzata da chi non può – o non sa di poter – contare sul proprio aspetto e quindi punta tutto sulla simpatia*. Io stesso ho affinato tale tecnica negli anni dell’adolescenza, fino a diventare insopportabile alle persone su cui volevo far colpo. Poi, per fortuna, ho capito di poter contare sul mio fascino.
Questa pratica ha un fondamento scientifico e segue un’equazione precisa:

S = (k*B/I)*In

Dove S è il successo dell’approccio, k è il coefficiente di effettiva simpatia, B la bellezza, I l’insistenza, In l’interesse di base dell’altro nei vostri confronti.
Come si può vedere, assumendo che In sia maggiore di zero, l’insistenza è un parametro discriminante per il successo. Anche se il prodotto k*B è molto alto, all’aumentare di I, cala S. Bisogna, quindi, dosare per bene tale parametro. Troppi hanno perso delle occasioni d’oro perché si sono lasciati trasportare.
Come capire, dunque, quando fermarsi? Il dibattito nel mondo scientifico è ancora aperto, ma le principali correnti di pensiero sono tre:

– Aspettare un segnale: bisogna attendere che l’altro prenda l’iniziativa. Nel frattempo perseverare, perseverare, perseverare. Se non vi fa capire chiaramente che la tecnica ha avuto successo, svicolate. Un esempio di conversazione:
“Sai che sei simpatico?”
“Davvero? Grazie! Allora potremmo metterci insieme! Scherzo! Ahahah!”
“Ahahah”
“Ahah”

– Il metodo statistico: tra una presa in giro e l’altra, cercate di carpire informazioni sulle caratteristiche che dovrebbe avere un ipotetico compagno della controparte. Se la descrizione combacia con voi almeno per l’80%, allora si può tentare un approccio più serio. Altrimenti si continua a sfottere. E a stringere il cuscino di notte.

– La soglia di sopportazione: se vi siete scocciati di sfottere, andate e provateci. Ma a vostro rischio e pericolo.

L’ultima corrente di pensiero non è molto seguita in pratica, perché chi adotta la tecnica del cacacazzi ha una soglia di sopportazione molto alta.
Per concludere, il mio consiglio a riguardo è questo: siate voi stessi, vogliatevi bene e nelle prime fasi dell’approccio evitate l’interazione fisica.

* in questo contesto, per simpatia si intende lo sfottere l’altro e pretendere che quest’ultimo sia divertito dalla cosa.

science-junkie:

Second Solar System Detected

A team of astrophysicists at the German Aerospace Center (Deutsches Zentrum für Luft und- Raumfahrt; DLR), together with German and European colleagues, has discovered the most extensive planetary system to date. Seven planets circle the star KOI-351 – more than in other known planetary systems.

They are arranged in a similar fashion to the eight planets in the Solar System, with small rocky planets close to the parent star and gas giant planets at greater distances. Although the planetary system around KOI-351 is packed together more tightly, it provides an interesting comparison to our cosmic home.