In tram c’erano un ragazzo e una ragazza che flirtavano. Lei aveva un marcato accento del sud, azzarderei a dire salentino, lui un trolley. Avete presente quei flirt ancora acerbi? Quando si tasta il terreno. Lei che dice mezze cose, lanciando sguardi maliziosi. Lui che adotta l’antica tecnica del simpatico cacacazzi.
La tecnica del cacacazzi è molto diffusa. Viene spesso utilizzata da chi non può – o non sa di poter – contare sul proprio aspetto e quindi punta tutto sulla simpatia*. Io stesso ho affinato tale tecnica negli anni dell’adolescenza, fino a diventare insopportabile alle persone su cui volevo far colpo. Poi, per fortuna, ho capito di poter contare sul mio fascino.
Questa pratica ha un fondamento scientifico e segue un’equazione precisa:S = (k*B/I)*In
Dove S è il successo dell’approccio, k è il coefficiente di effettiva simpatia, B la bellezza, I l’insistenza, In l’interesse di base dell’altro nei vostri confronti.
Come si può vedere, assumendo che In sia maggiore di zero, l’insistenza è un parametro discriminante per il successo. Anche se il prodotto k*B è molto alto, all’aumentare di I, cala S. Bisogna, quindi, dosare per bene tale parametro. Troppi hanno perso delle occasioni d’oro perché si sono lasciati trasportare.
Come capire, dunque, quando fermarsi? Il dibattito nel mondo scientifico è ancora aperto, ma le principali correnti di pensiero sono tre:– Aspettare un segnale: bisogna attendere che l’altro prenda l’iniziativa. Nel frattempo perseverare, perseverare, perseverare. Se non vi fa capire chiaramente che la tecnica ha avuto successo, svicolate. Un esempio di conversazione:
“Sai che sei simpatico?”
“Davvero? Grazie! Allora potremmo metterci insieme! Scherzo! Ahahah!”
“Ahahah”
“Ahah”– Il metodo statistico: tra una presa in giro e l’altra, cercate di carpire informazioni sulle caratteristiche che dovrebbe avere un ipotetico compagno della controparte. Se la descrizione combacia con voi almeno per l’80%, allora si può tentare un approccio più serio. Altrimenti si continua a sfottere. E a stringere il cuscino di notte.
– La soglia di sopportazione: se vi siete scocciati di sfottere, andate e provateci. Ma a vostro rischio e pericolo.
L’ultima corrente di pensiero non è molto seguita in pratica, perché chi adotta la tecnica del cacacazzi ha una soglia di sopportazione molto alta.
Per concludere, il mio consiglio a riguardo è questo: siate voi stessi, vogliatevi bene e nelle prime fasi dell’approccio evitate l’interazione fisica.* in questo contesto, per simpatia si intende lo sfottere l’altro e pretendere che quest’ultimo sia divertito dalla cosa.
