Female with babies, Minas Gerais, Brazil
photo: by Arthur Anker
Un giorno vi racconterò del tristo esperimento mater scorpionum.
Perché ‘un giorno’? ORA!
Perché pensavo importasse sega. Lo studio ufficiale è questo, il soggetto era “una” tipa di questo genere qua. Nel rapporto larva-madre si voleva sapere, fra le tante cose, come la madre ritrovasse/riconoscesse i piccoli per caricarseli sul dorso.
Il prof fece varie prove (tipo accecare la madre) ma la femmina riusciva comunque ad orientarsi verso le larve. Quando il prof “spennellò” alcuni piccoli con una sostanza offensiva e altri con una sostanza tipo cibo, la madre scaraventò via i primi (piuttosto schifata, a detta del prof) e i secondi se li pappò, mentre i restanti li fece salire senza problemi.
Morale della favola, la madre riconosce i piccoli tramite chemiorecettori.Sono intristito dall’antipucciosità della scienza.
Solo a me e’ venuto da pensare a “Il profumo”, di Suskind ?