kon-igi:

thec8h10n4o2:

kon-igi:

thec8h10n4o2:

libutron:

Tityus adrianoi

Female with babies, Minas Gerais, Brazil

photo: by Arthur Anker

Un giorno vi racconterò del tristo esperimento mater scorpionum.

Perché ‘un giorno’? ORA!

Perché pensavo importasse sega. Lo studio ufficiale è questo, il soggetto era “una” tipa di questo genere qua. Nel rapporto larva-madre si voleva sapere, fra le tante cose, come la madre ritrovasse/riconoscesse i piccoli per caricarseli sul dorso.

Il prof fece varie prove (tipo accecare la madre) ma la femmina riusciva comunque ad orientarsi verso le larve. Quando il prof “spennellò” alcuni piccoli con una sostanza offensiva e altri con una sostanza tipo cibo, la madre scaraventò via i primi (piuttosto schifata, a detta del prof) e i secondi se li pappò, mentre i restanti li fece salire senza problemi.
Morale della favola, la madre riconosce i piccoli tramite chemiorecettori.   

Sono intristito dall’antipucciosità della scienza.

Solo a me e’ venuto da pensare a “Il profumo”, di Suskind ?

thekidshouldseethis:

Physics Teacher SOS workshop leader Dan Burns demonstrates how he uses stretched spandex lycra and gravity in his classes to make this impressive space-time warping demo. Filmed from afar, this explainer was made for other educators, but my kids were riveted by these tangible representations that include how our planets orbit the sun, how the moon orbits the Earth, and the free return trajectory used in the Apollo Program.

File under: physics and education.

Thanks, @heathenreason.

Prima regola della sicurezza sul lavoro: le protezioni che installerai su una macchina non saranno mai abbastanza. Un cretino sara’ sempre piu’ ingegnoso delle misure che tu inventerai per impedirgli di farsi del male.

Tutti noi abbiamo piccole illusioni solipsistiche, spaventose intuizioni di una nostra assoluta singolarità: crediamo di essere gli unici della casa a riempire il contenitore dei cubetti di ghiaccio, gli unici a svuotare la lavastoviglie dai piatti puliti, gli unici a fare ogni tanto pipì nella doccia, gli unici ad avere un piccolo tic alle palpebre al primo appuntamento; di essere gli unici a prendere la nonchalance tremendamente sul serio; di essere solo noi a dare alle suppliche l’aspetto della cortesia; di essere solo noi a sentire il gemito patetico nello sbadiglio di un cane, il sospiro senza tempo nell’apertura di un barattolo ermeticamente sigillato, la risata sputacchiata qua e là in un uovo che frigge, il lamento in re minore nel rombo di un aspirapolvere; di essere solo noi a provare quando il sole tramonta lo stesso tipo di panico che un bimbo al primo giorno di scuola prova quando la mamma si allontana. Di essere solo noi ad amare i solo-noi. Di essere solo noi ad aver bisogno dei solo-noi. Il solipsismo ci tiene insieme, e J.D. lo sa. Sa che ci sentiamo soli in mezzo a una folla; senza fermarci a pensare a cosa ha dato vita a quella folla.

David Foster Wallace, Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso (via fantasticazioni)