Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 2013.
La scena politica era come l’universo: materia oscura.
La maestra mi chiese di Silvio Berlusconi.
Le risposi che i Magistrati avevano ragione e che,
Grillini o no, rinnovare il Parlamento era stata una cosa giusta.
La maestra non ritenne di fare altre domande.
Ma abbiamo anche molti ricordi
Di quel piccolo mondo antico un po’ renziano:
– lo smartphone da ottocento euro di Steve Jobs
– Marco Damilano alla tv
– le vittorie olimpiche di Valentina Vezzali In nome del lasciarsi toccare
– i Mastelliani al potere a Ceppalonia
– il catechista che spacciava Misericordina
– gli amici del campetto passati dalle Marlboro
Direttamente alle scie chimiche, alla faccia delle droghe leggere
– i fumetti di ZeroCalcare ogni lunedì su due, e Makkox ogni giorno
– il referendum sull’acqua pubblica, e non abbiamo capito perché
Se vinceva il No la privatizzazione c’era e se vinceva il Si comunque c’era
– Giuliano Ferrara a Piazza Navona conciato come una prosituta di Soho
– Lara Comi
– la prima sega
– la vicina di casa, un travestito ai più noto come La Pascale che
Mia madre chiamava Alfano con nostro sommo sbigottimento
– Anna Politkovskaja
– la Biowashball, qualcuno sa perché
– una scritta degli ultras di Casaleggio dopo la decadenza di Berlusconi in Senato.
Diceva: “Ho visto Zeitgeist e menomale che Pino Chet”
– e poi la nostra meravigliosa collezione di hashtag:
#VinceCivati
#AlloraCivoti
#PrimariePD
#Rallentamenti
#XF7
#GuerricciolaCivile
#ProfeziaMaya
E la grande banca non più locale con sede in Frau Angela Merkel Straße.
– e infine il mio quartiere, dove Francesco Totti prendeva il 74% e la Gianni Cuperlo il 6%.
Offlaga Disco Waxen – Robespierre 2046 (via
waxen)