Questa mattina chi fosse passato su Corso Europa avrebbe trovato, affisso con due pezzi di nastro adesivo al palo del semaforo, l’appello di qualcuno che aveva smarrito il proprio gatto (seguiva foto del gatto smarrito), tigrato e pacioccone, di cui non ricordo il nome. Offrivasi ricompensa per il ritrovamento, recapito cellulare in fondo al manifestino.
Qualcuno ha avuto la brillante idea di aggiungere un secondo cartello, appena sotto il primo, con su scritto “L’offerta vale anche per i cuochi dei ristoranti cinesi”.
E mi è presa una tristezza… Perché dopo avere visto il degrado sociale cittadino passare per l’infinita teoria di aperture di negozi di sigarette elettroniche, agenzie compro oro, sale gioco e scommesse e punti Snai, questa fine battuta di spirito che nessuno si è curato di staccare – nemmeno il proprietario del negozio di frutta e verdura che sta proprio lì davanti – mi ha dato la misura (colma) del dove stiamo andando.
L’otto dicembre avevo votato per Pippo Civati, perché nell’Italia che vorrei c’è un PD che sa di essere a sinistra e c’è Maurizio Landini segretario generale della CGIL e Berlusconi si fa davvero i domiciliari (non ad Arcore ma in un appartamento da settanta metri quadri) invece di essere sempre alla tele e mio figlio sa chi è Nelson Mandela non perché è morto e glielo abbiamo spiegato noi, ma perché a scuola invece dell’ora di religione c’è l’ora di tolleranza e civiltà.
E invece ha spopolato Renzi che è il Berlusconi della classe operaia e Berlusconi è sempre lì a dire la sua e adesso fa l’eroe dei forconi ed io penso che non ci libereremo mai di questo ventennio appena finito perché il ventennio lo abbiamo fatto noi che leggiamo una battuta razzista al semaforo e a nessuno viene in mente di toglierla perché è gretta, ignorante ed offensiva, ma la lasciamo lì magari per pigrizia a testimonianza del popolo che siamo.