Ho trovato una versione de “Le piogge di Castamere” perfino piu’ bella di quella che ho postato ieri.

And who are you, the proud lord said,
that I must bow so low?
Only a cat of a different coat,
that’s all the truth I know.
In a coat of gold or a coat of red,
a lion still has claws,
And mine are long and sharp, my lord,
as long and sharp as yours.

And so he spoke, and so he spoke,
that lord of Castamere,
But now the rains weep o’er his hall,
with no one there to hear.
Yes now the rains weep o’er his hall,
and not a soul to hear.

Quanto ci mettono a pubblicare i sottotitoli dello speciale di natale del dottore? Possibile che debba aspettare cosi’ tanto? Ma la gente non ha veramente voglia di fare un cazzo eh.

Manco fossimo a natale.

Pft.

Esperienze pre-morte 2: feste sotto la pioggia

carnaccia:

La pioggia dove stanno i miei e’ peggio del Vietnam di Forrest Gump. Viene da tutte le parti, dal basso dall’alto, orizzontale, di sinistra di destra, anche di CL. La pioggia e’ talmente presente in questo posto dimenticato da dio che e’ diventato uno stato della mente. Una costante nella vita delle persone. Vita fradicia. I tanti che si suicidano lo fanno generalmente dandosi fuoco, per esorcizzare l’umido che ha accompagnato la loro vita.

Piove tipo 200 giorni all’anno. Dici, vado a Londra a prendere il sole. Si’, qua non e’ una battuta.

Sta di fatto che questa pioggia costante in certi momenti ti impedisce di uscire di casa. Il terreno e’ talmente saturo di acqua che non assorbe piu’ niente e tutto diventa lago. Un lago in discesa perche’ e’ montagna. Non puoi uscire a fare due passi, a prendere una boccata d’aria.

Cioe’ il tipico rutto liberatorio, noto per essere anche il richiamo d’amore del saasquatch piemontese, dopo il pranzo di natale ti e’ precluso da questo meteo infame.

La combinazione con le feste dicevo.
Il circolo vizioso della piaga da decubito natalizia. Il ciclo ininterrompibile di cibo, divano, cibo, divano, letto, cibo, divano, e cosi’ via. Per giorni.

Interrotto solo dall’espletamento di bisogni fisiologici, bestemmie in aramaico rivolte al cielo, telefonate piene di angoscia e pianti al centro meteorologico di Varese. Niente. Non passa mai. 

Cominci anche a dubitare di esserti svegliato. E a chiederti perche’ non mangi direttamente sul divano. A fare sogni erotici di camminate in boschi con le foglie secche e scricchiolanti. Allunghi l’orecchio per sentire se quella femmina saasquatch che girava sotto casa ieri notte per caso si stia avvicinando e abbia voglia di accoppiarsi.

Scusate ora vi lascio che devo mangiare.

Belle cose.

matermorbi:

Dopo un’intera giornata di canzoni natalizie ho avuto la bella pensata di dire con tutti: “Ma basta con ste canzoni di Diana Growl, mettete su Sasha Grey!”
A caso, potevo dire millemila nomi e invece senza pensarci ho detto quello.

Il gelo.

Credevo che nessuno sapesse chi cazzo era e invece pure la suocera era rossa in faccia. Io per quest’anno ho dato.