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Oggi sono stato dal corniciaio a ritirare un quadro che gli avevo lasciato. Mi ha fatto entrare nel laboratorio, e aveva le pareti coperte di foto di moto. Ho chiesto chi fosse quel tizio, e ha risposto che era lui.
Ha 63 anni, ha avuto 28 moto diverse, e’ cascato 5 volte, si e’ rotto 8 costole, 1 ginocchio, 1 scapola, 4 volte la clavicola, e altre cosette varie. Ha imparato a memoria 3 o 4 circuiti, e le strade della zona che facciamo tutti in moto (in toscana almeno), e ancora oggi continua ad andare ogni volta che puo’. Mi ha fatto vedere le mappe del Mugello con tutte le traiettorie che si era studiato, con le X sui punti di piega e di entrata in curva calcolati al centimetro. Qualche anno fa ha venduto l’ultima Yamaha R1 per comprare una Transalp, e cercare di darsi una calmata. Adesso va con la Transalp con le ruote tacchettate, a fare a gara coi ragazzi con le 1000 stradali, sulle curve di Larderello, facendogli mangiare la polvere. A sentire lui e’ facile anche con una moto tranquilla: basta non frenare mai e non scalare in curva.
A primavera torno a trovarlo, e usciamo a fare un giretto insieme.