Un uomo con la barba, insomma, è sempre un pochino sospetto. Non si può dire di portare la barba perché ci piace. Alla gente non piace sentir dire la verità. Bisogna dire d’avere una cicatrice, e quindi di non potersi radere. – John Steinbeck.

(via matermorbi)

Ho una cicatrice mater.

(via lamorecadavere)

Io ce l’ho davvero, sul mento. Ricordo di una rissa di tanti anni fa. Da ragazzini si é coglioni.

ultrasensoriale:

lepaurenonscompaiono:

igetlostinmyownthoughts:

mushi741:

Una madre ripudia il figlio perché omosessuale. Il ragazzo cerca ospitalità dal nonno e questo scrive alla figlia: Cara Christine: Sono molto deluso da te come figlia. Hai ragione, c’è un “disonore in famiglia”, ma non hai capito quale. Buttare Chad fuori di casa semplicemente perché ti ha detto che era gay è il vero “abominio”. Un genitore che disconosce il proprio figlio, ecco cos’è “contro natura”. L’unica cosa intelligente che ti ho sentito dire in tutta questa faccenda è “non ho allevato mio figlio perché fosse gay”. Certo che no. E’ nato così e non lo ha scelto, non più di quanto si possa scegliere di essere mancini. Tu, invece, hai scelto. Hai scelto di fare del male, di essere chiusa di mente e retrograda. Perciò, visto che stiamo giocando a disconoscere i figli, colgo l’occasione per dirti addio. Ora ho un favoloso (come dicono i gay) nipote da crescere, e non ho tempo per una figlia stronza. Quando ritroverai il tuo cuore, facci un fischio.
Papà.

Il nonno dei sogni ♥

Rebloggo di nuovo, merita.

Certamente, sempre

«Organizziamoci», disse quello che facéa l’orge. L’aneddoto completo vorrebbe che il tizio in questione dicesse: «Si fa l’orge, si fa l’orge, ma poi n’i’ cculo lo piglio sempre io – organizziamoci!». Si dice in situazioni di caos intollerabili.

Wikiquote sui proverbi fiorentini

(via unpoverodiavolo)

unoetrino:

missanisah:

“Most of my photos are grounded in people, I look for the unguarded moment, the essential soul peeking out, experience etched on a person’s face.” – Steve McCurry 

Devo dire che comunque, stampate ad altissima risoluzione, in formato gigante, e con la luce giusta, le stesse foto fanno tutto un altro effetto. Non so se e’ ancora in corso, ma se potete, fate un salto alla mostra di McCurry a Siena. Merita.

food52:

We’re not sure if we have words for this situation…

Of course we have words:

“Son las tres y media y no hay màs nadie de vuelta por el casco viejo. Que hacemos? Vamos a volver al piso? Si no me duermo un poco me voy a caer muerto aquì mismo.”

“Chocolate con churros en plaza de la reina? El Valor todavia està abierto.”

“Chocolate con churros. Vale. Vamos.”

Luogo: un noto bar del mercato dove stavo facendo l’aperitivo.
Un cliente piglia un Aperol spritz e torna al tavolo.
Una ragazza (vestita di coperte colorate regolamentari): “Eh, dobbiamo trovare un’alternativa etica all’Aperol.”
Barista: “Eh?”
Ragazza: “Eh sì, sai, ho scoperto che il colore dell’Aperol lo ricavano dalle cocciniglie.”
Barista: “E che sono?”
Ragazza: “Dei piccolissimi insetti. Lo ricavano dal loro carapace.”
Barista: “E dove sarebbe il problema?”
Ragazza: “Non posso accettare che pure gli insetti vengano sfruttati!”
Barista: “Ma m’importa una sega delle cocciniglie!”