Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga.

Henri Frédéric Amiel, Frammenti di diario intimo, 12 giugno 1871. (via iljester)

Oh, diavolo…

(via valerieisburning)

Piastrelle e rifessi

masoassai:

Ho imparato un nuovo termine: piastrelle, roba da Novissimo Melzi*. Dal nome dell’ambientazione che spesso le accompagna, cioè le piastrelle del bagno, indica gli autoscatti shesshuali. Se la gente se li scambia “si piastrella”.

Ringrazio l’ottima (gnam!) tizia che me l’ha fatto conoscere (lei a sua volta l’ha appresa da un’altra persona che, dalle sue parole -non la conosco- ottima pure suppongo).

Poi, girellando, ho trovato: gambeorama (le foto con le gambe dinnanzi a un panorama: carinello), mangiograma (foto con quel che uno mangia: mah) e il migliore: rifessi, per gli autoscatti allo specchio.

*Un bellissimo dizionario degli anni 1930, quando “novissimo” era parola attuale. Eh sì, ho 92 anni.

Sì, l’amo. Il mare è tutto. Copre i sette decimi del globo terrestre; il suo respiro è puro e sano, è l’immenso deserto in cui l’uomo non è mai solo, poiché sente fremere la vita al suo fianco. Nel mare è la tranquillità suprema. Il mare non appartiene ai despoti, che possono solo esercitare alla sua superficie diritti iniqui e battersi, e divorarsi, e trasportarvi tutti gli orrori della terra, ma a trenta piedi sotto il suo livello il loro potere cessa, la loro influenza si estingue, tutta la loro potenza svanisce!

J. Verne, 20000 leghe sotto i mari

(Il primo libro che ho letto, a otto anni)

Per me non fu il primo (quel posto spetta a “C’era una volta”, di Luigi Capuana), ma fu comunque uno dei primi. Verne mi fece scoprire l’avventura. Lo leggevo di nascosto sotto le coperte, con la pila, per non farmi sgamare da mamma, che voleva che dormissi 🙂

Ricordo ancora lo stupore quando capii che sia “L’isola misteriosa”, sia “I figli del capitano Grant“ erano collegati con ”Ventimila leghe sotto i mari”. Non conoscevo il concetto di saga, e non avevo ancora mai immaginato che due libri potessero essere connessi tra loro. Pero’ mi cominciai a domandare “e se ce ne fossero altri? E se magari anche altri libri sono connessi tra loro, e sono io che non lo so?

Da allora non ho piu’ smesso di leggere e di cercare, ma a Verne devo tanto. L’anno scorso sono stato anche alla sua casa-museo, a Nantes, a vedere i bozzetti e le ricostruzioni del Nautilus 🙂