Kavafis – Poeta

coqbaroque:

Dalla via Al Askandar Al Akhbar, Alessandro Magno, si gira a destra lasciandosi alle spalle il mare. Jean-Yves Empereur mi aspettava, a piedi, pensavo che uno come lui andasse in giro con l’autista e invece mi confidò di essere arrivato in taxi. Mentre entravamo mi raccontò che da giovane, durante una crociera, salvò una vecchia caduta in mare: “Quello fu il mio primo recupero archeologico” – e rise.

Mi disse di mettere via la macchina fotografica: i copti, che adesso avevano in gestione il cimitero, non volevano testimonianze, preferivano che le tombe abbandonate rimanessero tali, per poterci seppellire qualcuno dei loro. Un posto in un cimitero in centro ad Alessandria d’Egitto è un lusso. E si paga.

Nessuna delle tombe del cimitero mostrava simboli religiosi, la maggioranza erano semidistrutte, abbandonate da anni.

“……………. Visse senza dio, senza re e senza patria. Mori’ libero”

“Qui e’ sepolto …………… Mori’ rifiutando la presenza del bugiardo prete”

“………………….. Anarchico e Antifascista”

La maggior parte era datata nel periodo fascista, atei e anarchici che scappavano dall’Italia dell’impero, ma alcune risalivano alla fine del ‘800. 

C’era anche la tomba di un principe persiano in esilio, era un Zoroastriano. Pare che non ci fosse un cimitero per la sua religione, gli anarchici accettarono di seppellirlo tra loro. E pure un giapponese.

Qualche tomba aveva i simboli della massoneria, anche loro senza dio e senza cimitero vennero “accolti” dagli anarchici. Anche il Re Farouk, che studiò all’Accademia Militare di Torino venne iniziato alla massoneria da Vittorio Emanuele, suo grande amico che difatti, per il suo esilio, scelse proprio Alessandria d’Egitto.

Uscimmo e Jean-Yves mi chiese “Vuoi vedere il cimitero Greco? È qui di fronte, vieni, c’è Kavafis”. Non so che faccia feci, comunque lui capì un sì.

Il cimitero era chiuso ma noi avevamo la chiave: la mancia al guardiano. Ci incamminammo per una decina di minuti, lui sicuro, io guardandomi intorno, come a volerlo scoprire da solo. Passammo le cappelle più grandi, decorate in marmo e con delle vetrate degne di una cattedrale, per entrare nella zona più remota, dove le lapidi non si ergono verso l’alto, ma rimangono sdraiate a guardare il cielo.

Kavafis

Poeta

Eccola la tomba di uno dei più grandi poeti mai esistiti. Recita semplicemente Kavafis – Poeta.

Niente date, niente luoghi.

Solo Kavafis – Poeta.

E mi ricordo che pensai “Bisogna essere davvero i più grandi per permettersi il lusso di così poco”.

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