A parte la scena dello scherzone, l’effetto e’ quello: la corrente sceglie sempre la via piu’ breve, e quando tocchi un cavo elettrificato, se non sei isolato da terra, attraversa te.
Poiche’ i muscoli sono comandati da impulsi elettrici, la corrente che li attraversa causa una contrattura muscolare: le dita si stringono involontariamente attorno al cavo, e non si riesce piu’ ad aprirle.

Questo e’ il motivo per cui, quando non si sa se un cavo e’ elettrificato o meno, va sempre toccato a mano aperta, COL DORSO delle dita, e non con l’interno: qualora ci sia corrente, causera’ una contrattura muscolare che fara’ richiudere la mano a pugno, allontanando le dita dal cavo e interrompendo il contatto.

Balle di scienza – Storie di errori prima e dopo Galileo

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Balle di scienza – Storie di errori prima e dopo Galileo

corallorosso:

La voglio dedicare a queste dieci Mamme che morirono 70 anni fa per procurare il pane alla famiglia.
La lapide è a Roma, dimenticata da tutti, nel quartiere Portuense, all’ingresso del Ponte di Ferro.

“Quel venerdì di Pasqua del ’44 un gruppetto di donne marciò sul molino Tesei, favorito anche dalla complicità del direttore italiano del magazzino che, probabilmente con un espediente, aveva dirottato ad altre mansioni i vigilanti tedeschi; le donne riuscirono quindi ad impossessarsi di alcuni sacchi di farina e di qualche chilo di pane ma, tradite evidentemente dalla spiata di qualcuno (magari proprio altre popolane invidiose in quanto estromesse dall’azione), vennero scoperte ed inseguite dalle Camicie Nere fasciste e dai vigilanti delle SS. Una decina di loro vennero catturate proprio sulla sponda del Tevere. Stanchi dei continui assalti popolari ai forni, fascisti e tedeschi decisero, in questa occasione, di dare un “segnale forte” a tutta la popolazione romana. Alcuni soldati portarono una delle donne sotto il ponte, sulla sponda del fiume, e lì la violentarono. Poi, ancora seminuda e sotto choc, la assassinarono con un colpo di pistola alla testa. Le altre nove, furono schierate lungo il ponte e trucidate a raffiche di mitra. Sembra che sulle campate metalliche del ponte sia ancora possibile rintracciare i fori di alcuni proiettili.
I corpi delle donne, a monito per la popolazione sbigottita, vennero lasciati in terra sotto la vigilanza dei soldati tedeschi e dei repubblichini fascisti fino alla mattina seguente. Accanto ai corpi sanguinanti venne addirittura posto un cartello nel quale si parlava di quella strage definendola un esempio di ciò che, da allora, sarebbe potuto accadere alla popolazione che avesse osato effettuare ulteriori assalti a forni e negozi. Addirittura i militi fascisti, da una parte e dall’altra del ponte, costringevano i passanti ad traversare lo stesso guardando i corpi delle dieci donne uccise.”