Evoluzione baldwiniana, o assimilazione genetica

Nonostante faccia parte del nostro bagaglio scientifico-culturale dal 1859 (quindi da 153 anni) la teoria dell’evoluzione è ancora un concetto avvolto da un certo alone di confusione, anche molto grossolana.

Tanto per fare un esempio, la maggior parte dei libri di “scienze” delle scuole elementari e medie riporta NON l’evoluzione darwiniana, ma la SBAGLIATA teoria di Lamarck:

Più le giraffe si sforzano di allungare il collo verso i rami più alti, e più lungo sarà il collo dei loro discendenti

Questo è quello che troverete sulla maggior parte dei libri di scienze dei vostri cugini, figli, eccetera. Ed è completamente FALSO.

Una spiegazione chiara e comprensibile degli errori piu’ diffusi riguardo al concetto di evoluzione.

Evoluzione baldwiniana, o assimilazione genetica

catastrofe:

wolfhowls:

decorsolento:

corallorosso:

Il professore Franco Coppoli, militante dei Cobas e insegnante di Lettere presso un istituto per Geometri a Terni, rischia di essere oggetto di un serio provvedimento disciplinare da parte dell’Ufficio scolastico provinciale dell’Umbria, per aver impedito…

No, fatemi capire, quindi è meglio non intervenire? Son d’accordo col provvedimento disciplinare al prof…  Anzi, sarebbe il caso di un provvedimento penale. Con la scusa di “son ragazzi” giustifichiamo le violazioni della legge, iniziamo con le canne, poi passiamo al bullismo e poi chissà.

No, con calma:

1 – il professor Coppoli non solo ha ragione, ma è nel pieno rispetto della legalità e della Costituzione. Come viene riportato nell’articolo, il docente di una scuola pubblica è un dipendente statale che, nell’esericizio delle sue funzioni, è equiparato a un pubblico ufficiale, e le ore di lezione sono ore di servizio pubblico. Il dirigente scolastico è equiparato a un datore di lavoro, ma, durante le ore di lezione, la sua autorità si ferma sulla porta della classe, di ogni classe nella quale un docente sta facendo lezione (il dirigente può quindi, al limite, molto al limite (meglio sarebbe se ci fosse un apposito collegio docenti che vagliasse e decidesse su questa cosa), permettere l’accesso della polizia nell’istituto, ma niente altro). All’interno dell’aula l’autorità completa spetta al docente, dal momento che, secondo l’articolo 33, comma 1 della Costituzione “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.” Questo vuol dire che la lezione in una scuola pubblica non può essere interrotta, sospesa o disturbata da NESSUNO che si trovi al di fuori dell’aula (a meno che il docente stesso non abbia concesso il permesso di farlo). Gli unici casi in cui questo può avvenire, in cui una lezione possa essere interrotta e gli studenti distolti da ciò che stanno facendo, sono in caso di terremoto o incendio. Giova ricordare che si tratta di una norma costituzionale pensata espressamente per evitare l’ingerenza da parte di ogni potere e colore (politico, giudiziario, poliziesco, economico e quanto altro) durante un momento della vita nel quale gli studenti stanno apprendendo e si stanno formando professionalmente e umanamente tramite lo studio, lo scambio di punti di vista, l’incontro e lo scontro con i proprie compagni e con i docenti – e non tramite indottrinamento da un pulpito o perquisizione davanti a tutti con un cane tenuto al guinzaglio che ti gira intorno. Quindi, per concludere, il professor Coppoli non solo ha ragione, ma sarebbe pienamente nel diritto e nella legalità se decidesse di denunciare i poliziotti che volevano entrare nella sua classe e il proprio dirigente scolastico.

2 – sul “che fare?” ogni singolo istituto scolastico italiano ha almeno una funzione strumentale (gestita anche da più docenti contemporanemente) che si occupa della questione droghe e sostanze stupefacenti. Cosa fa questa funzione strumentale? Organizza incontri, invita esperti (medici, psicologi, addetti del SERT provinciale, funzionari di polizia che si occupano dello spaccio (ecco, sottolineo: la polizia è la benvenuta a scuola quando si pone come uno fra i tanti attori dialoganti presenti nella società, non certo quando arriva a esercitare in maniera sbrigativa una autorità che non le spetta)), sensibilizza i docenti in modo che introducano il tema nelle proprie ore di lezione, in maniera tale da parlarne con gli studenti (in molte materie, prima o poi, l’argomento può essere toccato: oltre alle materie storico-letterarie, basti pensare al diritto,  o alla biologia). Se poi un docente viene a conoscenza diretta o scopre dei comportamenti illegali da parte di uno studente, allora ha l’obbligo di riportarli al consiglio di classe e al dirigente scolastico (sempre per la storia che un docente è un pubblico ufficiale), con i quali pensare e pianificare un intervento (che, di solito, come base, consiste nel passare prima dalla famiglia dello studente in questione, piuttosto che dalla questura della città (cosa, quest’ultima, non esclusa, ma considerata davvero l’extrema ratio)). Certo, il tutto è meno veloce di un cane al guinzaglio che ti annusa lo zaino, ma mi pare più umano, corretto e rispettoso.

3 – Sul classico “POT IS A GATEWAY DRUG” sorvolo e lascio parlare Stephen Colbert al mio posto.

fonte: sono un docente e, l’anno scorso, a Padova abbiamo dovuto affrontare questo stesso tipo di episodi

corallorosso:

Il professore Franco Coppoli, militante dei Cobas e insegnante di Lettere presso un istituto per Geometri a Terni, rischia di essere oggetto di un serio provvedimento disciplinare da parte dell’Ufficio scolastico provinciale dell’Umbria, per aver impedito l’accesso in classe, durante la sua ora di lezione, di una quadra di poliziotti con cani al seguito che pretendeva di effettuare un controllo antidroga.
In una intervista rilasciata a Radio Onda d’Urto il professor Coppoli racconta che aveva finito di spiegare la II Guerra Mondiale e stava interrogando quando la porta della classe si è aperta: «ho avuto un flash, ognuno ha le sue immagini mentali ma a me è venuto in mente il Cile» racconta e prosegue «il cane lupo stava per entrare, tenuto al guinzaglio sì, ma molto dinamico, dietro tre poliziotti che dicono “dovete uscire dalla classe, controllo antidroga”». Il professore pensa che non è possibile, la polizia dentro la scuola? La polizia che interrompe una lezione, una attività didattica… ma ha la prontezza di reagire e chiedere « ma avete un mandato del giudice, di un magistrato?» La risposta è negativa, è il preside che li avrebbe autorizzati, ma comunque si bloccano sulla porta mentre Coppoli si riprende dallo shock e gli dice: «la preside può autorizzarvi a entrare dentro la scuola per controllare bagni e corridoi ma dentro la mia aula, quando faccio lezione io, non entrate. Io vi nego assolutamente il permesso di entrare, sono in questo momento un pubblico ufficiale che sta effettuando un servizio pubblico, se voi provate a entrare qui dentro vi denuncio per interruzione di pubblico servizio, voi non siete assolutamente autorizzati ad entrare». Sono seguiti attimi di tensione, il dirigente della squadra ripete di voler entrare ma, comunque, di fronte alla determinazione del professore, ci rinuncia. (…)
Alla fine dell’operazione antidroga in tutte e quattro le scuole ternane oggetto dell’operazione, il bottino è stato di 20 dosi, più o meno 5 grammi tra hashish e marijuana. «Ci chiediamo – continua Coppoli – la spesa di questa operazione, ci chiediamo il senso profondo e, soprattutto, se fossero intervenuti magari in parlamento, in un consiglio di amministrazione di una azienda o di una banca probabilmente avrebbero trovato ben oltre le 20 dosi, magari di cocaina o di altre sostanze». Però l’importante è creare nei media, nel territorio l’emergenza, il problema della droga, della tossicodipendenza, senza discernimento, e poi agire in maniera repressiva. Allora, quanto avvenuto nelle scuole di Terni, è ancora più grave «perché – dichiara Coppoli – se anche trovi un ragazzo con una canna dentro una scuola, l’intervento della polizia significa rovinarlo, una denuncia penale o comunque un intervento amministrativo. La scuola invece serve proprio a capire eventuali problemi per poi intervenire; ma non con l’ottica della repressione, dei pastori tedeschi dentro la scuola. La scuola interviene con una funzione e una pratica educativa, non con la polizia, non con i cani antidroga, non con la repressione. Perché in questa maniera abdica al suo ruolo fondamentale, quella appunto di instaurare una relazione educativa con i ragazzi.

Di Marina Zenobio

Gli Stati Uniti forniranno di Gas l’Europa escludendo la Russia

Eccalla’, poi dice che a pensar male si fa peccato pero’ ci s’indovina.
Qualcuno si chiedeva cosa ci guadagnassero gli USA a mettersi contro la Russia ?

altri sei terminali attendono l’approvazione statale e in alcuni casi devono affrontare l’opposizione degli ambientalisti.Più di 20 ulteriori impianti di esportazione proposti attendono l’approvazione dal Dipartimento per l’Energia per l’esportazione verso i paesi senza accordi di libero scambio con gli Stati Uniti.

Qualcuno si ricorda del famoso gasdotto trans-afghano, e di come ando’ a finire allora ?

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Alla Toyota gli uomini “rubano” il posto ai robot

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