“In quanto a coraggio, ce ne voleva, ma non credere si fosse tutti coraggiosi. Soltanto si dovette scegliere fra la parte dell’avversario, ragazzi come noi s’aveva vent’anni non s’era mai conosciuto la libertà perché ce l’avevan tolta, e quando ci dissero d’andare in montagna e sconfiggere i fascisti la si sarebbe riacquistata, si diventò leoni anche quelli che eran pecore. E si scelse quella strada.
Siamo nel duemila e questi cialtroni vengono a dirci “insomma, si potrebbe vedere di riconoscerci a noi dei meriti…”. Quali meriti? Lì si trattava o di stare dalla parte degli occupanti che come metodo avevano la violenza, l’intolleranza, la prepotenza e se vinceva loro stasera qui voi un vu’ c’eri… Perché vinceva Hitler e quello faceva pulito…”
La bellezza della memoria tramandata
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