In case you were feeling sad.
This is the third time I’ve reblogged this today and I DON’T EVEN CARE
Mese: aprile 2014
The Pear Tree – Pierre Auguste Renoir
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.
Questa mattina è più dura delle altre stare qui al lavoro (gratis) dalle 7,30 alle 20 di stasera.
Ieri sera ho visto una mega pubblicità che s’è fatto un mio “amico”-collega di una città vicino.
Ha comprato il giornalista di un sito del nostro settore e s’è messo tranquillamente a sbandierare di essere l’unico ad avere certi prodotti.
Illegali. Comprati su canali non autorizzati. E’ da un anno che si fa pubblicità su Fb senza problemi, arrotonda i prezzi del monopolio o vende alcolici senza licenza.
E nessuno fa nulla. E non si può far nulla. Perché è facile dire “denuncialo tu”, ma se si denuncia un comportamento del genere, la prima a farne letteralmente le spese sarei io, pure se ci fosse la denuncia anonima. E coi tempi della giustizia italiana…auguri.
Non posso permettermi un avvocato nemmeno per un’ora!
Ho una rabbia per queste ingiustizie che non c’ho dormito stanotte.
Io vivo nell’incubo se qualcuno non porta via lo scontrino di una Goleador e questo fa quel cazzo che gli pare, tanto dice che ha gente delle forze dell’ordine tra i suoi clienti.
Ah, e ovviamente è uno di quelli che postano in continuazione link con le parole del Duce, il primo a firmare per il referendum indipendentista contro un Sud mafioso e senza regole, il primo a scagliarsi contro gli extracomunitari che rovinano il Paese!
Eccerto, perché sono loro e non i delinquenti come lui a rovinarlo!!!
Che gente di merda 😦
Heartbleed spiegato in modo semplice (via xkcd)
Stained Glass | Arles | France
A feast for Cinisellows
drinkingbrandywithfranksinatra:
Gustav Klimt – Death and Life. 1910.
Evoluzione baldwiniana, o assimilazione genetica
Nonostante faccia parte del nostro bagaglio scientifico-culturale dal 1859 (quindi da 153 anni) la teoria dell’evoluzione è ancora un concetto avvolto da un certo alone di confusione, anche molto grossolana.Tanto per fare un esempio, la maggior parte dei libri di “scienze” delle scuole elementari e medie riporta NON l’evoluzione darwiniana, ma la SBAGLIATA teoria di Lamarck:
Più le giraffe si sforzano di allungare il collo verso i rami più alti, e più lungo sarà il collo dei loro discendentiQuesto è quello che troverete sulla maggior parte dei libri di scienze dei vostri cugini, figli, eccetera. Ed è completamente FALSO.
Una spiegazione chiara e comprensibile degli errori piu’ diffusi riguardo al concetto di evoluzione.
Il professore Franco Coppoli, militante dei Cobas e insegnante di Lettere presso un istituto per Geometri a Terni, rischia di essere oggetto di un serio provvedimento disciplinare da parte dell’Ufficio scolastico provinciale dell’Umbria, per aver impedito…
No, fatemi capire, quindi è meglio non intervenire? Son d’accordo col provvedimento disciplinare al prof… Anzi, sarebbe il caso di un provvedimento penale. Con la scusa di “son ragazzi” giustifichiamo le violazioni della legge, iniziamo con le canne, poi passiamo al bullismo e poi chissà.
No, con calma:
1 – il professor Coppoli non solo ha ragione, ma è nel pieno rispetto della legalità e della Costituzione. Come viene riportato nell’articolo, il docente di una scuola pubblica è un dipendente statale che, nell’esericizio delle sue funzioni, è equiparato a un pubblico ufficiale, e le ore di lezione sono ore di servizio pubblico. Il dirigente scolastico è equiparato a un datore di lavoro, ma, durante le ore di lezione, la sua autorità si ferma sulla porta della classe, di ogni classe nella quale un docente sta facendo lezione (il dirigente può quindi, al limite, molto al limite (meglio sarebbe se ci fosse un apposito collegio docenti che vagliasse e decidesse su questa cosa), permettere l’accesso della polizia nell’istituto, ma niente altro). All’interno dell’aula l’autorità completa spetta al docente, dal momento che, secondo l’articolo 33, comma 1 della Costituzione “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.” Questo vuol dire che la lezione in una scuola pubblica non può essere interrotta, sospesa o disturbata da NESSUNO che si trovi al di fuori dell’aula (a meno che il docente stesso non abbia concesso il permesso di farlo). Gli unici casi in cui questo può avvenire, in cui una lezione possa essere interrotta e gli studenti distolti da ciò che stanno facendo, sono in caso di terremoto o incendio. Giova ricordare che si tratta di una norma costituzionale pensata espressamente per evitare l’ingerenza da parte di ogni potere e colore (politico, giudiziario, poliziesco, economico e quanto altro) durante un momento della vita nel quale gli studenti stanno apprendendo e si stanno formando professionalmente e umanamente tramite lo studio, lo scambio di punti di vista, l’incontro e lo scontro con i proprie compagni e con i docenti – e non tramite indottrinamento da un pulpito o perquisizione davanti a tutti con un cane tenuto al guinzaglio che ti gira intorno. Quindi, per concludere, il professor Coppoli non solo ha ragione, ma sarebbe pienamente nel diritto e nella legalità se decidesse di denunciare i poliziotti che volevano entrare nella sua classe e il proprio dirigente scolastico.
2 – sul “che fare?” ogni singolo istituto scolastico italiano ha almeno una funzione strumentale (gestita anche da più docenti contemporanemente) che si occupa della questione droghe e sostanze stupefacenti. Cosa fa questa funzione strumentale? Organizza incontri, invita esperti (medici, psicologi, addetti del SERT provinciale, funzionari di polizia che si occupano dello spaccio (ecco, sottolineo: la polizia è la benvenuta a scuola quando si pone come uno fra i tanti attori dialoganti presenti nella società, non certo quando arriva a esercitare in maniera sbrigativa una autorità che non le spetta)), sensibilizza i docenti in modo che introducano il tema nelle proprie ore di lezione, in maniera tale da parlarne con gli studenti (in molte materie, prima o poi, l’argomento può essere toccato: oltre alle materie storico-letterarie, basti pensare al diritto, o alla biologia). Se poi un docente viene a conoscenza diretta o scopre dei comportamenti illegali da parte di uno studente, allora ha l’obbligo di riportarli al consiglio di classe e al dirigente scolastico (sempre per la storia che un docente è un pubblico ufficiale), con i quali pensare e pianificare un intervento (che, di solito, come base, consiste nel passare prima dalla famiglia dello studente in questione, piuttosto che dalla questura della città (cosa, quest’ultima, non esclusa, ma considerata davvero l’extrema ratio)). Certo, il tutto è meno veloce di un cane al guinzaglio che ti annusa lo zaino, ma mi pare più umano, corretto e rispettoso.
3 – Sul classico “POT IS A GATEWAY DRUG” sorvolo e lascio parlare Stephen Colbert al mio posto.
fonte: sono un docente e, l’anno scorso, a Padova abbiamo dovuto affrontare questo stesso tipo di episodi