Sfatiamo un mito, la storia che basta farci ridere non è vera.
Chiariamolo una volta per tutte e andiamo avanti.E nemmeno saper scopare bene.
(vabbè, oddio).E neanche tanti soldi scommetto.
Io so cucinare e riparare cose. Serve?
Sfatiamo un mito, la storia che basta farci ridere non è vera.
Chiariamolo una volta per tutte e andiamo avanti.E nemmeno saper scopare bene.
(vabbè, oddio).E neanche tanti soldi scommetto.
Io so cucinare e riparare cose. Serve?
La voglio dedicare a queste dieci Mamme che morirono 70 anni fa per procurare il pane alla famiglia.
La lapide è a Roma, dimenticata da tutti, nel quartiere Portuense, all’ingresso del Ponte di Ferro.“Quel venerdì di Pasqua del ’44 un gruppetto di donne marciò sul molino Tesei, favorito anche dalla complicità del direttore italiano del magazzino che, probabilmente con un espediente, aveva dirottato ad altre mansioni i vigilanti tedeschi; le donne riuscirono quindi ad impossessarsi di alcuni sacchi di farina e di qualche chilo di pane ma, tradite evidentemente dalla spiata di qualcuno (magari proprio altre popolane invidiose in quanto estromesse dall’azione), vennero scoperte ed inseguite dalle Camicie Nere fasciste e dai vigilanti delle SS. Una decina di loro vennero catturate proprio sulla sponda del Tevere. Stanchi dei continui assalti popolari ai forni, fascisti e tedeschi decisero, in questa occasione, di dare un “segnale forte” a tutta la popolazione romana. Alcuni soldati portarono una delle donne sotto il ponte, sulla sponda del fiume, e lì la violentarono. Poi, ancora seminuda e sotto choc, la assassinarono con un colpo di pistola alla testa. Le altre nove, furono schierate lungo il ponte e trucidate a raffiche di mitra. Sembra che sulle campate metalliche del ponte sia ancora possibile rintracciare i fori di alcuni proiettili.
I corpi delle donne, a monito per la popolazione sbigottita, vennero lasciati in terra sotto la vigilanza dei soldati tedeschi e dei repubblichini fascisti fino alla mattina seguente. Accanto ai corpi sanguinanti venne addirittura posto un cartello nel quale si parlava di quella strage definendola un esempio di ciò che, da allora, sarebbe potuto accadere alla popolazione che avesse osato effettuare ulteriori assalti a forni e negozi. Addirittura i militi fascisti, da una parte e dall’altra del ponte, costringevano i passanti ad traversare lo stesso guardando i corpi delle dieci donne uccise.”
Dopo mi preoccupo del fatto che l’ho capita. Per adesso rido finché non mi fa male la milza.
I sussidi al trasporto ferroviario non sono certo una realtà solo italiana, semmai una costante in molti Paesi. Tuttavia, secondo lo studio dei docenti Ugo Arrigo e Giacomo Di Foggia, per l’Istituto Bruno Leoni, dal titolo, L’alta velocità della spesa pubblica ferroviaria-Un contributo alla spending review, la spesa pubblica ferroviaria italiana negli ultimi 21 anni, di fatto quelli della seconda Repubblica, ha raggiunto livelli stellari, pur essendo il contesto italiano inferiore per ampiezza dell’infrastruttura e numero dei passeggeri a quello di diversi Paesi europei.
Funny photos by Mike Stimpson
All images © Mike Stimpson
♥
Eh, ma cosi’ non vale pero’, eh !
Sembra quasi che se metti la musica (e i libri, probabilmente, e i film, e il teatro, e qualsiasi cosa procuri emozioni) al primo posto, non riuscirai mai a chiarire la tua vita amorosa, e non arriverai mai a considerarla come un prodotto finito. Ci troverai sempre qualcosa da ridire, starai sempre in subbuglio, e continuerai a criticare e a cercare di dipanare la matassa finché non va tutto a rotoli e devi ricominciare daccapo. Forse noi viviamo troppo protesi verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente contenti: noi dobbiamo essere disperati, o al settimo cielo, e questi sono stati d’animo difficili da raggiungere in una relazione stabile e solida.
Si fa del proprio meglio.
(via catastematico)
Ci sono delle cose per cui vale la pena di scendere a compromessi.
pesciolino 🙂
Vincent van Gogh, A Lane Near Arles, 1888
Claude Monet (Fr. 1840-1926 ), Matinée sur la Seine, temps net, 1897, huile sur toile, 81 x 92 cm, collection privée