è stato detto ai giudici che dovevano decidere se stavano comunicando con un computer che simulava un bambino di tredici anni oppure con un vero tredicenne; ma la scelta di un adolescente equivale a barare, perché impedisce ai giudici di fare domande complesse di cultura o di etica e quindi semplifica molto il compito di imitare un essere umano.
è stato inoltre comunicato ai giudici che “Eugene Goostman” non parlava bene l’inglese perché era ucraino: un trucco che permetteva di dare una spiegazione credibile alle sgrammaticature del software, incapace di formare frasi idiomatiche
Eccalla’, preciso preciso quello che dicevo stamattina: hanno barato. Tutti a gridare al miracolo e nessuno che si domandi come hanno fatto.
No, un “supercomputer” non ha superato il Test di Turing | Il Disinformatico