Due barche come questa di sushi e sashimi misto, sei taglieri da 8 pezzi di sushi misto, un cestello di ravioli di granchio e due spiedini di gamberi.

Moio. È stato bello conoscervi gente. Vado a collassare sul divano.

el-hereje:

the-goddamazon:

THIS IS THE TYPE OF STUFF SCIENTISTS BE THINKING ABOUT AND LAUGHING THO

Just a bad day on earth

Spiegazione tecnicamente esatta, ma come al solito superficiale. Questo sarebbe l’effetto se la velocita’ passasse a zero istantaneamente. Consideriamo per semplicita’ istantaneamente come “in un centesimo di secondo”. La terra ruota con una velocita’ tangenziale all’equatore di circa 1700 km/h (che corrispondono a oltre 1000 miglia all’ora, e non le 800 che dice lui per la latitudine di new york), equivalenti a circa 472 m/s. Se smettesse di ruotare PER un secondo, IN un centesimo di secondo, in quel centesimo di secondo si avrebbe un picco di accelerazione di 47200 m/s^2. Dopo un secondo a velocita’ zero, avremmo un nuovo picco di accelerazione analogo, che riporterebbe la terra ai soliti 472 m/s.

Ma il quesito non imponeva vincoli di accelerazione. Se la terra si fermasse per un secondo, ma con una rampa di decelerazione senza picchi, (ad esempio quadratica, o comunque polinomiale, sempre imponendo un limite massimo al jerk), arriverebbe a velocita’ zero in molto molto fluido e progressivo, e la cosa potrebbe probabilmente durare anni.

Con un jerk abbastanza basso, le conseguenze sarebbero talmente lente da risultare visibili solo a livello climatico, progressivamente, con effetti sempre crescenti in funzione della rampa di decelerazione della velocita’ di rotazione, fino ad arrivare probabilmente a una divisione del pianeta tra area semidesertica (nel lato esposto al sole) e area semiglaciale (la parte in ombra).

In questo momento avrei voglia di una decina di piccole Smørrebrød danesi miste terra/mare, servite con una San Miguel chiara mescolata con un poco di caffe’, seguite da fiori di zucca fritti e ripieni di prosciutto cotto e formaggio, con contorno di insalata di pomodori San Marzano, con basilico e origano. Come dolce, baklava araba al miele e pistacchio.