“Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmaticidel tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo attorno alle spalleper trarne conforto, o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino. Ma tutto ha una causa e un senso. Ogni vita, ogni amore, ogni azione, ogni emozione e pensiero hanno una ragione e un significato. E a volte riusciamo a vederli. A volte vediamo il passato con tale chiarezza, e le parti che lo compongono ci appaiono con tale limpidezza che ogni cucitura del tempo rivela il suo scopo, il messaggio che contiene. Nella vita di ognuno di noi – poco importa che sia vissuta nell’abbondanza o nella miseria – nulla porta più conoscenza del fallimento, e più chiarezza del dolore. E nella minuscola, preziosa saggezza che otteniamo, quei nemici temuti e odiati – dolore e fallimento – hanno ragione di esistere.”— Gregory David Roberts – Shantaram
Bello. Pero’ il mio pezzo preferito di Shantaram e’ questo:
“ Possiamo negare il passato, ma e’ impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perche’ il passato e’ un’ombra che mormora, e ci segue passo dopo passo, segue la verita’ di cio’ che siamo, fino alla morte.
Dalla tavolozza viola e rosa del giorno nacque una notte blu e nera. Ci tuffammo insieme alla brezza marina in gallerie di luce. Il mantello del tramonto scivolo’ dalle spalle della citta’.
[…]
Mi lanciai nella notte, nelle strade affollate, sfrecciando con la moto nella ragnatela di luci della citta’. Non provavo nulla: niente paura, niente panico, neanche un brivido d’eccitazione. Nel gergo dei motociclisti spingere sul rosso significa dare tutto gas a ogni cambio di marcia, in modo che l’ago del contagiri schizzi sempre oltre il limite rosso che indica il massimo dei giri.Ognuno a modo suo, era quello che facevamo tutti, io, Karla, Didier, e Abdullah: spingevamo sul rosso le nostre vite. E lo stesso faceva Lisa. E Maurizio. Spingevamo l’ago in quell’esigua zona rossa.
Un mercenario olandese a Kinshasa mi aveva detto che l’unico momento in cui smetteva di odiarsi era quando il rischio era talmente grande da costringerlo ad agire senza pensare e senza provare nessuna emozione.
Avrei preferito che non me lo dicesse, perche’ sapevo esattamente cosa significava.Guidai a tutta velocita’ nella notte, e l’indifferenza che provavo somigliava molto a una sensazione di pace. ”