kon-igi:
Semplicemente perché lo Zmapp è un siero e non un vaccino.
Con il vaccino si acquisisce un’immunità attiva molto prolungata nel tempo con l’introduzione nell’organismo di virus inattivati che creano una risposta anticorpale propria, con la sieroterapia, invece, si utilizza un emoderivato (umano o animale) con una difesa anticorpale già presente ma che crea solo immunità passiva di durata limitata, ovviamente con rischi di reazione anafilattiche anche molto gravi.
Comunque, sebbene il vaccino per EVD non sia stato ancora sintetizzato, spesso per altre malattie il vaccino può essere somministrato anche ad infezione conclamata poiché può aiutare l’organismo nella risposta anticorpale.
Magari spaam ci può aiutare a capire meglio con una delle sue digressioni schifosamente scientifiche…
Ora cercherò di dilungarmi il più possibile, neanche fosse la messa di Natale.
Allora, intanto lo Zmapp come detto bene da Kon non è un vaccino. I vaccini, di solito, sono un preparato biologico che immunizza contro una certa malattia. Nel gergo comune si dice sempre “ci vorrebbe un vaccino contro gli stronzi”. Una pozione cioè che ci difenda appunto dagli stronzi. Se poi lo stronzo è anche un testa di cazzo, il vaccino potrebbe non funzionare più, ma è un altro discorso che affronteremo il giorno che scopriranno come Ebola si trasmetta insieme all’AIDS.
Di solito ci son 5 tipi di vaccini:
1. quello fatto con una quantità minima del microrganismo che provoca la malattia. Il classicone da letteratura quando ti davano un po’ di veleno fin da piccolo e tu crescendo eri immune e potevi mangiare in qualsiasi trattoria fuori città.
2. quello fatto con la forma morta del microrganismo. Come a dire che alle vostri linfociti B, le guardie svizzere del vostro organismo, anziché addestrarle come nel caso 1, gli mandiamo le istruzioni su come sia fatto il potenziale nemico. Loro studiano e si preparano nel caso di una ipotetica invasione
3. quella che viene definita una “subunit vaccine”, un pezzetto dell’organismo che dovrebbe stimolare la risposta immunitaria. Non è proprio come nel caso 1, ma quasi.
4. I vaccini “toxoidi”, cioè fatti con una tossina a cui hanno tolto il potere tossico, ma è rimasto quello immunologico. In pratica, è come se gli Stati Uniti decidessero d’invadervi e alle vostre guardie svizzere, per difenderle, i Russi gli mandassero un Rambo pensionato. Anziché combattere, addestrerà il vostro esercito a fare il culo ai marine.
5. se credete alle scie chimiche, c’è anche quello fatto con un po’ di succo di limone, due cucchiaini di zucchero di canna, 5 gocce di aceto balsamico e mezza pera. Saranno più che sufficienti a farvi morire entro il mio 43° compleanno.
Ma lo Zmapp, appunto, non è un vaccino, ma un prodotto per trattare chi ha già l’Ebola. Sul fatto che abbiano usato la parola vaccino, beh, sarà stato un po’ come al mercato del pesce quando dividono i crostacei in gamberi, gamberetti, gamberoni e mazzancolle.
Nello specifico dello Zmapp, pare funzioni come sempre già detto da Kon. È un cocktail di tre anticorpi monoclonali (anticorpo monoclonale: Ab prodotto da una sola cellula e/o cloni della stessa).
In sostanza, i tre anticorpi dello Zmapp dovrebbero attaccarsi al virus Ebola e permettere 1) la non diffusione dello stesso nell’organismo. 2) rallentarne la sue replicazione. 3) permettere al sistema immunitario di attaccare il virus.
Quindi funziona stimolando la risposta immunitaria, come fosse un vaccino, ma tenendo ben fermo il virus, in modo che i linfociti B lo possano prendere a mazzate.