semaphore-drivethru:

So let’s talk about your new favorite website and app, Duolingo.

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I haven’t seen anyone on my dash talking about this and that’s a fucking crying shame because Duolingo is the shit. You can use Duolingo to learn Spanish, French, Italian, German, Portuguese. Even Dutch, if you’re feeling frisky and want to play with a Beta test (Dutch is not available on Android, but def. grabbable online for all of your language expanding pleasures).

What makes Duolingo so damn special? They make learning a new language into something they call gamefication. You earn points and you kick your friends’ asses with your mad linguistic skills.(Hell yes I’m at the top of my personal leaderboard)

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No sass about my idioms being weak. Deutsche Sprache, schwere Sprache.

And it works. Like, really really works.

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But what makes Duolingo so amazing is that its goal from the very beginning was to be a free and easily accessible ESL tool in order to make people more employable world wide. Even their English certification test (normally only $20!) is free right now!

And there are no ads.

None.

The program is supported through the crowd-sourced translations the users do as part of the “immersion” training. You get practice, the Duolingo community talks about it and makes corrections and meshes the good work from different people together, and the final product becomes a translation Duolingo sells to keep the lights on. So to speak.

Will you sound like a native? Probably not. Will you be able to hold your own in a gramatically imperfect and probably clunky way in a normal conversation? Hey, it’s a damn sight better than where I’m at now, so I’m in. And so should you.

It’s super easy to find a way to use it. You can get it from the Apple Store and you can get it from Google Play. You can log in to the website and learn and find extras that aren’t on the app. You can… probably not use it via smoke signals, but I won’t stand in your way if you want to try, bro.

Duolingo.com

Go forth and be awesome in many tongues, my friends.

Marypoppinsizzazione del bagaglio di tsuki-no-hikari riuscita. Adesso la portaerei di vestiti e robe varie che ha deciso di portare ha assunto la più familiare forma di una valigia. 

Abbiamo stipato tutto in bauliera, così adesso la macchina va praticamente in impennata. Ma vabé, dettagli. 

Domattina sveglia alle 7 (seeeh). Slovenia, arriviamo! 

“Non sei contenta?”

polveredidrago:

Ieri sono andata a ritirare il mio permesso di soggiorno, il quale mi è stato rinnovato per 2 anni. Mia mamma mi dice dai, per due anni, così l’anno prossimo non devi tornare.
Invece io mi sentivo così umiliata e frustrata, sento che periodicamente è come se lo Stato mi dicessi mi dai dei motivi per cui io mi devo fidare di te? e io gli dicessi ma sono i motivi di sempre, sono una brava persona!
Lo sai come mi sento? una merda. Da 12 anni a questa parte parlo in italiano, studio in italiano, faccio amicizie in italiano, lavoro in italiano, mi laureo in italiano, mangio in italiano, bevo in italiano, piango in italiano, gioco e rido in italiano, ho detto “ti amo” in italiano, mi incazzo in italiano, penso in italiano, sogno in italiano, pianifico il mio futuro in italiano, ragiono in italiano, ordino la pizza italiana, ascolto musica in italiano, prenoto voli in italiano, vado a concerti in italiano, ho imparato una professione in italiano, mi vergogno in italiano, sono cresciuta in italiano e vivo in questa lingua.

E’ solo uno sfogo perché ieri ho preso il mio permesso e avrei tanto voluto nascondere la testa sotto un cuscino e piangere. Aspetterò con ansia il momento in cui non dovrò più vedere quella tessera di merda con il logo del ministero degli interni dentro il portafoglio.
Quindi, no, non sono contenta ma non vedo l’ora di esserlo.

I figli degli omosessuali

kon-igi:

caropollo:

Mentre aspetto che gli uomini in viaggio con me finiscano di preparare la valigia, come tutti i poveri stronzi scrollo la dash e leggo cose in risposta ad un “faggot” che riescono a donare della speranza a tutti i pochi che riescono ancora a credere in una evoluzione degna di essere chiamata tale. 
Ho avuto una relazione per quasi tre anni con un ragazzo che poi un giorno mi ha dato dà pensare, finché non ne abbiamo parlato, mentre gli esponevo i miei dubbi teneva la testa bassa, tutta la sua sofferenza e tutto il suo tormento in quel momento sembrava uscire come un tornado, un tornado che si placa e poi si riesce ad intravedere un raggio di sole. Sarei un’ipocrita del cazzo, come quelli che no ma io ho molti amici omosessuali e non ho niente contro di loro… però…, se ora dicessi che non sono rimasta di sale, mentre mille pensieri mi frullavano per la testa: non mi ha mai voluto bene? Mi ha tradita? Mi vede solo come l’unica persona al mondo con cui può parlarne? Mi ha presa per il culo? Ma è possibile? O è solo curioso? 
Sarei ipocrita se dicessi di non averne sofferto, e parecchio, poi la sofferenza è mutata quando davvero ho percepito la sua: reprimere l’amore e la natura per non rimanere solo, per non essere ripudiato da chiunque. Sì, basterebbe circondarsi delle persone giuste, ma è così difficile a volte, fa così male che non hai più le forze di reagire o di combattere, o almeno non tutti. Lui fa lunghi viaggi da solo, non vede l’ora di laurearsi ed espatriare per poter essere se stesso e felice. Ecco, questo mi fa star male, qualcuno che fa le valigie e ci infila pure il suo segreto come se fosse un crimine, per poter amare, per poter vivere degnamente come chiunque, come chi tira la battutina, frocio ricchione, poi dorme sereno senza rendersi nemmeno conto di cosa può mettere in moto dentro a chi la ascolta e purtroppo loro vivono degnamente nella loro merda mentre sguazzano come bestie. Le bestie però sono esseri spiritualmente parecchio più elevati.
Parlo spesso di mio padre, forse sempre, ma è l’uomo più grande che io abbia conosciuto fino ad ora, poiché mi ha donato tanta gioia quanta sofferenza quando ha deciso di morire. Anche mio padre passava lunghissimi periodi all’estero, ha girato quasi tutto il Mondo, ha vissuto in posti parecchio diversi tra di loro. Quando tornava in Italia la sua tristezza era quasi tangibile, i suoi comportamenti con le donne erano assolutamente inusuali, come forzati, una via l’altra, poi una grande tristezza. Quando ho preso un po’ più di coscienza ho capito, cercavo di parlare di omosessualità con lui, non l’ha mai confermato. Mi è stato confermato poi da chi lo sapeva, compresa mia madre. Da adolescente mi sentivo male perché mi sentivo nata dall’unione di qualcosa di forzato, da un matrimonio recitato. Mio padre era omosessuale e non l’ha mai detto, ogni due mesi faceva le valigie e se ne andava per essere libero ed essere felice, lontano anche dai suoi figli, lunghi abbracci con le lacrime agli occhi ci attendevano al suo ritorno, sentirsi pessimo come padre, una merda, un’artista fallito, tutto per non poter dire mai ad un pranzo famigliare: amo un uomo. Nella lettera prima di suicidarsi chiede di perdonarlo. Io l’ho perdonato sempre, ho sempre capito, e se immagino mio padre che riesce ad essere finalmente libero e felice mentre abbraccia il suo vero amore faccio i salti di gioia e vorrei urlargli “bravo papà”. È così, sono figlia di un omosessuale, di un genio, di un timido, introverso, magnanimo, sensibile, assolutamente dissacrante, un artista, un suicida che mi ha insegnato l’amore e il rispetto per il prossimo, per chiunque, per la natura, non ha tardato a spiegarmi le unioni omosessuali, mi ha insegnato ad andare in bici senza rotelle, a dipingere, ad aiutare chiunque avesse bisogno, a difendermi, a non farmi prendere per il culo, ad ospitare chi non ha un tetto,  ad ascoltare, a distinguere i buoni dai cattivi, a non avere mai paura perché è la bontà a vincere sempre, a non avere paura di nessuno, a leggere e scrivere quando ero ancora forse troppo piccola, a suonare (senza mai apprendere), a rispondere con gentilezza, ad amare chiunque come un fratello, a rispettare l’amore di chiunque, la natura di chiunque, anche a non mettere mai piede in una chiesa a dirla tutta. Non sono cresciuta senza turbe, è vero, ma non per via di mio padre, forse per via della mia famiglia un po’, ma soprattutto per via di un uomo con cui ho avuto a che fare da molto piccola. Eterosessuale, ricco, sposato con tre bambini, cattolico e ancora a piede libero dopo 20 anni di crimini disumani sui corpi e sulle anime altrui. Quando penso che non sarò mai madre mi incupisco soprattutto perché non potrò insegnare a qualcuno il rispetto umano e l’amore, mentre esistono madri che procreano come conigli e pregano che il figlio guarisca dall’omosessualità, ed esistono padri che insegnano la violenza e la discriminazione. I lividi sulla pelle passano, sono quelli nell’anima che si mantengono blu e violacei per chissà quanto tempo, e quando a tavola con i vostri figli mentre guardate il telegiornale vi scappa un ricchione state tirando un altro pugno nello stomaco a chi fa la valigia e parte con un segreto: l’amore. 

Sono contento che tu, alla fine, abbia messo giù i bei pensieri che avevi condiviso con me… uno schiaffo in faccia per i soliti molti. E meritato.

gnumlab:

Jan Van Eyck – Ritratto dei coniugi Arnolfini

Il riflesso sullo specchio è qualcosa di sublime

A Venezia, girando a caso per le calli (non mi ricordo se in San Polo o in San Marco), avevamo trovato un negozietto che vendeva questi specchi ricurvi rinascimentali.

Così vicini, così di casa

masoassai:

I miei vicini di casa non fanno che litigare di continuo. Leti’ano, leti’ano, su ogni cosa. Ora si son rivisti dopo un mese di lontananza (una famiglia era andata in vacanza per un mese). Dialogo tra patriarca di famiglia A e matriarca di famiglia B

p di A: Lucia! Ma allora ‘un eri morta…
m di B: Morta io? Tiè. O chi te l’ha detto?
p di A: Nessuni, ma uno spera sempre.
m di B: Ma mòri te, armeno fai concime.

Bentornati