In my opinion, we don’t devote nearly enough scientific research to finding a cure for jerks.

Bill Watterson (via thec8h10n4o2)

Ma il jerk inteso come derivata dell’accelerazione? Perche’ in tal caso la cura esiste: adottare profili di accelerazione che garantiscano curve C2 rispetto allo spazio, ovvero raccordate anche in accelerazione.

Ed eventualmente, se il CAM genera dei punti a cazzo, pieni di discontinuita’, interpolarli con degli algoritmi di smoothing, ad esempio facendoci passare delle polinomiali cubiche, o delle curve di bezier quadratiche.

Quanto un gatto sull’aurelia

Ovvero: quando la batteria del cellulare non dura UN CAZZO NULLA™.

Dopo due settimane a studiare il problema del battery drain, sono rimasto molto sorpreso da QUANTE cose si possono fare per ottimizzare e ridurre i consumi della batteria, intervenendo su un sacco di aspetti diversi. A quanto pare Android e’ molto poco ottimizzato, di default.

Butto giu’ questo post sia come promemoria personale, che come eventuale aiuto per chi ha problemi simili. Io al momento ho quasi raddoppiato l’autonomia, rispetto alla situazione di partenza.

La seguente serie di accorgimenti e’ stata testata su una Cyanogenmod 11, basata su Android 4.4.4 Kitkat. Sono comunque validi anche per altre versioni, purche’ abbastanza recenti. Non garantisco che tutte le app si comportino altrettanto bene su versioni di Android precedenti, ma potete provare.

La lista e’ sicuramente incompleta: sono solo gli accorgimenti che dopo due settimane di ricerche su forum e test, ho deciso di adottare io. Sono parecchi, perche’ non esiste una soluzione magica che risolva il problema dei consumi. Ottimizzare significa limare qua e la, intervenendo su una serie di aspetti diversi.

Il requisito fondamentale per la maggior parte di questi accorgimenti e’ il root.

La lista e’ ordinata per importanza, ovvero per impatto che tali accorgimenti hanno avuto sulla riduzione dei consumi. I primi sono quelli piu’ efficaci.

  • Greenify:
    Iberna le app in background (ovvero ne salva lo stato sul disco e le mette in standby). Utilissimo per ridurre il battery drain delle app, (ad esempio quella di Facebook, che essendo fatta parecchino A CAZZO DI CANE, sta sempre li a controllare aggiornamenti, notifiche, messaggi, e ir budello di su ma’. Anche a schermo spento, anche senza wifi, anche senza 3g, anche se tiri una martellata al cell e lo butti dal sesto piano). La versione a pagamento pur ibernando le app, NON IBERNA LE NOTIFICHE, quindi non si perde nessuna funzionalita’. Semplicemente quando arriva la notifica, non viene risvegliata anche l’app (finche’ non ci si clicca sopra).
  • Gravitybox, opzione Smart Radio (richiede il framework Xposed):
    Disattiva il 3g e passa al 2g quando sei connesso in wifi o quando non e’ richiesto traffico dati. Riattiva automaticamente il 3g quando qualche app richiede la connessione e non e’ disponibile il wifi. Gia’ di per se il 3g ciuccia molta piu’ batteria del 2g, ma e’ utile soprattutto in zone dove il segnale e’ scarso, dove il 3g fa piu’ fatica a connettersi, cercando continuamente il collegamento con la cella.
  • WIFI scheduler :
    Fa una cosa molto semplice: spegne il wifi quando non ci sono reti wifi nei dintorni. A intervalli regolari lo riaccende e controlla di nuovo. Per sapere la posizione, NON usa il GPS (che consumerebbe piu’ del wifi stesso) ma legge la posizione dai ripetitori della rete telefonica. E’ possibile marcare un ripetitore come “green”, ad esempio quello a cui il telefono si connette a casa o al lavoro. Quando rileva un ripetitore green, capisce di essere vicino a una rete wifi conosciuta, e lascia il wifi acceso.
  • Impostare un governor ondemand + i/o scheduler row :
    Troppo lungo spiegare i concetti di governor e di scheduler. Diciamo che cambia il modo in cui le applicazioni utilizzano il processore, evitando di saltare da un’app all’altra quando non serve. Nonostante il governor interactive, sulla carta, promettesse di essere piu’ performante, personalmente ho notato risultati migliori con ondemand+row. Vantaggi percepiti: reattivita’ molto piu’ alta delle singole app (a fronte di un piccolo overhead nel passaggio tra app diverse), minor consumo della batteria, visto che riduce l’uso complessivo della CPU. Per cambiare governor e scheduler I/O potete usare No-CPU Frills.
  • Deep sleep battery saver :
    A schermo spento forza (cerca di forzare) il deep sleep: spegne tutto (wifi, 3g, gps, ecc…) tranne la componente telefonica. A intervalli regolari (programmabili) riattiva tutto per 1 minuto e controlla se ci sono notifiche, poi torna in deep sleep. A schermo acceso non ha effetto. Rovescio della medaglia: le notifiche vi arriveranno solo durante le fasi di risveglio, tra un intervallo e l’altro. E’ piu’ drastico di Greenify, ma anche potenzialmente in grado di risparmiare di piu’. Personalmente non ho rinvenuto miglioramenti molto significativi rispetto a cio’ che gia’ fa Greenify, e l’ho tolto, ma probabilmente era solo perche’ ho impostato un intervallo di risveglio basso. Con intervalli piu’ elevati i consumi si riducono.
  • Bootmanager (richiede framework Xposed) :
    Impedisce il caricamento automatico all’avvio di app inutili e ciucciaram, che si usano solo di tanto in tanto: ebay, youtube, tripadvisor, amazon, dropbox, eccetera. Meno app in background significa meno ram occupata, meno carico per la CPU, e quindi piu’ batteria.
  • Android assistant, modulo startup :
    Fa la stessa cosa di bootmanager, ma permette di farlo anche per le app di sistema. E’ meno efficiente di bootmanager perche’ non impedisce l’avvio di un processo, bensi’ lo uccide subito dopo il boot. Pero’ permette di uccidere anche componenti di android inutili e/o non utilizzati: ricerca vocale, text-to-talk, sfondi animati, google now, feedback del play store, picasa uploader, eccetera. Tutti componenti che non si usano quasi mai, e che restano in background a ciucciare ram e CPU. Come bootmanager, non rompe nulla: tutte le app partono normalmente, ma solo quando vengono espressamente lanciate.
  • Wakelock detector :
    Di per se non ottimizza nulla, ma fa vedere per ciascuna app quanto consuma, quanto rimane accesa, quanto resta sveglia anche a schermo spento, eccetera. Utilissima per individuare le app e i componenti che ciucciano piu’ batteria e capire quali sono i responsabili. Si integra con Greenify, e lo complementa, permettendo di “greenifyzzare” selettivamente le app che consumano di piu’.
  • Installare un launcher leggero :
    Il launcher e’ il componente del sistema che visualizza le app, le schede, la home, eccetera. Poiche’ rimane sempre attivo, il suo consumo diventa rilevante. Trebuchet, il launcher di default di android, e’ pesante, pieno di effetti grafici fighetti ma ciucciaram, e usa una quantita’ di CPU non indifferente. Cio’ si traduce in un aumento dei consumi. Io ho installato Smart Launcher, molto piu’ semplice e leggero. Ma ce ne sono anche molti altri, in base ai gusti personali. Il punto e’ installarne uno leggero.
  • Gravity screen :
    La cosa che consuma piu’ batteria in assoluto, in un cellulare, e’ lo schermo. Questa app spegne da sola lo schermo appena si posa il cell sul tavolo, e lo riaccende appena lo si prende in mano. Per capire se si ha il cell in mano, se e’ appoggiato da qualche parte o se si sta camminando, usa il sensore di prossimita’ e gli accelerometri del telefono. Io non l’ho installata perche’ uso spesso il cell appoggiato sulla scrivania, in ufficio, pero’ se lo usate prevalentemente in mano, l’idea e’ buona.

sovietcigarettesandstuff:

anatrasexy:

C’è un mio vecchio compagno di liceo che ultimamente sembra si sia trasformato in un aforista e consigliere. Scrive continuamente stati in cui tenta di aprire gli occhi ai giovani (come se lui avesse cinquant’anni) perché la vita che conducono è sempre più triste, scrive roba tipo “spegnete i social, accendete i sentimenti” che probabilmente è presa da una canzone di rocco Hunt o dalla pubblicità del cornetto, si lamenta della tecnologia perché rovina i rapporti umani e “chissà dove andremo a finire!”, le persone le devi conoscere fuori! Insomma tale e quale a mia nonna.
Non ce la faccio a capire, ci ho provato ma è un mio limite.
Ma che caspita ve ne fotte se uno si conosce al bar o su un forum o nel trenino dello zoo che vi porta a vedere i babbuini?
Voglio capire!
Pensate che sia più giusto, poetico e romantico incontrare la persona della vostra vita mentre siete in fila alle poste o mentre camminate sovrappensiero per strada e bum vi scontrate proprio con un bella donzella o un giovanotto che vi aiuterà a prendere le vostre cose da terra? Se la motivazione è questa forse posso capire, percepiamo le cose in modo diverso e ognuno è libero di innamorarsi come gli pare e piace, ma perché su internet un rapporto ha un altro valore, o addirittura non ce l’ha?
Dicono “perché le cose devono succedere e non le devi andare a cercare”, sì va bene d’accordo sì sì, ma non è altrettanto bello e casuale il fatto che io su un social o qualsiasi altra piattaforma virtuale mi imbatti proprio in quella persona precisa, quel profilo e non un altro? Tra così tanti utenti, proprio quello! Parlo proprio con lui e mi piace! Questo non è il caso? Ah no forse il caso esiste solo fuori dallo schermo di un computer.
Che bello è ricevere anche un “io ti amo” per sms e pensare all’imbarazzo della persona dall’altra parte, mentre fissa il cellulare e i tasti e pensa a tantissime cose prima di inviare il messaggio, le si contorce tutto durante l’attesa e aspetta aspetta aspetta, poi riceve la risposta e sorride (o si dispera). Per me è altrettanto bello tutto questo. Io non parlo di storie d’amore esclusivamente virtuali, perché non hanno senso, ma di storie e rapporti anche d’amicizia sbocciati su internet e cresciuti fuori.
Non sopporto nemmeno quelli (della mia età pure) che si rifugiano nostalgici nel passato, a quando le persone si conoscevano nel treno e poi si scrivevano tramite lettere. Ma lo sapete che prima si vedevano magari pure poche volte e poi si sposavano? (nulla di strano per l’epoca ma sappiate che capitava)
Non sopporto nemmeno quelli che si preoccupano perché tra dieci anni dovranno dire ai propri figli che le persone si conoscevano sui social network e questo è troppo triste.
È solo il tempo che va avanti, non siamo più nel 1930. Quelli che si scrivevano con le lettere erano presi in giro da quelli che si scrivevano sui fogli che inserivano nelle bottiglie che poi lasciavano fare il loro corso nel mare e arrivavano a destinazione dopo qualche anno e alla persona sbagliata, o grazie ai segni sulla pietra. Si va sempre avanti, tra venti anni, trenta, quaranta, facebook sarà una sciocchezza per le generazioni nuove, per loro sarà “uaaau” esattamente come per noi adesso è “uau” il modo di conoscersi e sentirsi di cinquant’anni fa.
Trovo davvero triste invece scoprire di essere interessati ad una persona conosciuta su un social e non dirle nulla perché eh no scusa ma non posso, sai com’è le persone le devi conoscere per caso quindi se non mi piombi un giorno al reparto salumeria del supermercato mentre sto ordinando il capocollo e la mortadella proprio non può funzionare!
Aaaah ch strunzat

Io spero nell’approccio old-fashioned solo perché la storia d’amore più bella che conosco inizia con un 

“aveva in mano dei fiori gialli, aberranti, orribili. Quale sia il loro nome, lo sa il diavolo, ma per qualche motivo sono i primi a sbocciare a Mosca…”

(Ma si sa, io ho un pessimo rapporto con i pleniluni e soffro di misantropia reale e virtuale a pacchi.) 

Devo decidermi a finirlo, Il maestro e margherita. Pur non essendo il mio genere preferito, non se lo merita di restare per mesi sul comodino insieme ad altri libri cominciati, Bulgakov.

Cose che uhm.

ohanaflowers:

Mi rifiuto di concepire una fetta di zucca cotta in un sacchetto ermetico, poi passata nell’azoto liquido e poi tagliata a scaglie.
Ma dove sono le padelle, l’olio d’oliva, lo sfrigolìo, il cubetto morsicato, dove.
Mi chiedo cosa ce ne facciamo della modernità se finisce per rendere sterile quel meraviglioso, complicato e creativo mondo che é la cucina.
Azoto.
Ma che é sta storia.

Tzé.

Io resisto pure al dilagare del microonde, nonostante le pressioni esterne per farmelo comprare.
Al momento la strategia di resistenza piu’ efficace si e’ dimostrata la psicologia inversa: sanno che se lo piglio, lo usero’ sicuramente per fare esperimenti, tipo infilarci il cellulare, le uova, o un tegame di metallo, e vedere che succede.

Of Peleus’ son, Achilles, sing, O Muse, The vengeance, deep and deadly; whence to Greece Unnumbered ills arose; which many a soul Of mighty warriors to the viewless shades Untimely sent; they on the battle plain Unburied lay, a prey to rav’ning dogs, And carrion birds; but so had Jove decreed, From that sad day when first in wordy war, The mighty Agamemnon, King of men, Confronted stood by Peleus’ godlike son.

Homer – The Illiad – 1862 translation by Edward Earl of Derby (via prefernot2)

Quand’ero un pischello liceale recitavo il proemio all’Iliade nella solitudine della mia cameretta con un crescendo epico-roboante del tono di voce, modello Narratore di Conan il Barbaro. 
Sarà per questo che le donne le vedevo con il telescopio e solo se l’edicolante di fronte non copriva le copertine delle riviste porno?

(via kon-igi)

Comunque in inglese non rende minimamente. Vuoi mettere col “Cantami, o Diva, del Pelìde Achille, l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei” di Vincenzo Monti ? In quanto a epicita’ e musicalita’, ci fa ‘na sega il “Peleus’ son”.