Pubblicate le foto di Jennifer Lawrence ignuda, la reazione di tumblr
Giorno: 1 settembre 2014
NASA Will Reformat Mars Rover’s Flash Memory From 125 Million Miles Away
Lettera aperta a chi applaude il pilota all’atterraggio
Ora, nessuno qui sta paragonando la difficoltà di condurre un Boeing 747 con quella di guidare una Yaris; ma anche eseguire per intero la sinfonia n. 40 di Mozart scorreggiando con le ascelle è molto complesso, eppure non mi pare che folle oceaniche si spellino le mani ogni volta che lo faccio da ubriaco a Campo de’ Fiori il sabato sera.
Applausi (lol).
Guarda che ci vuole una certa predisposizione, che non tutti hanno, per capire come funzionano le cose. Chiedi ad una qualunque persona per strada e non ha idea che ci voglia un inverter o che si passi da un onda quandra alla corrente continua. Il mio voleva essere un complimento e invece hai preparato una ‘filippica’ ;(. Va ben che è lunedi…
Lol 😀
No vabe’, non era una critica, apprezzo il complimento, grazie 🙂
Era piu’ una riflessione sul concetto di “concept” e sul design in se. Ogni tanto mi lascio un po’ trasportare, e mi escono filippiche cosi’, lo so 😀
E il lunedi’ non aiuta, effettivamente, non ho voglia di fare un cazzo stamattina 🙂
Lode a gigiopix per la disamina da ingegnere elettrotecnico!
Non sono un elettrotecnico, e tantomeno un ingegnere. Quelle domande erano dettate semplicemente dal buonsenso.
Non mi sembra una cosa cosi’ eccezionale, basta chiedersi COME dovrebbero funzionare le cose, e non fermarsi all’idea che funzionino per magia.
La risposta vale anche per ohnonotmeagain: sono consapevole della necessita’ dei designer. L’usabilita’ di un oggetto e’ importante tanto quanto la funzionalita’, se non superiore. E’ spesso il fattore determinante nel successo o meno di un prodotto.
Pero’ appunto, le mie mi sembravano domande che non richiedono una laurea in ingegneria, bastava un minimo di documentazione. Se fossi un designer e dovessi progettare un caricabatterie, la prima cosa che mi verrebbe da fare, a logica, e’ studiarmi intanto gli altri caricabatterie gia’ sul mercato, e cercare di capire come sono stati progettati e perche’. Anche senza capirne in dettaglio il funzionamento interno.
Gia’ questo mi darebbe intanto una prima idea dei vincoli principali da imporre al progetto. Se dalla ricerca viene fuori che nessuno ha ancora creato un caricabatterie mobile con spina a 220v, ad esempio, la prima domanda che mi verrebbe da porre e’ PERCHE’, e non dare per scontato che non ci abbiano mai pensato.
Seconda cosa: progettare un prodotto con caratteristiche inferiori ad altri gia’ esistenti, non mi sembra un esempio di buon concept. Anche senza sapere esattamente cosa significa in termini di funzionamento interno, se sai che la marca X produce un caricabatterie analogo al tuo, con una batteria che regge il doppio, e che ci mette la meta’ a ricaricarsi, chi comprerebbe il tuo ?
Terzo, e questa e’ solo una opinione personale (non sono un designer): secondo me il design dovrebbe venire solo dopo la definizione delle funzionalita’. Ovvero: prima si dovrebbe partire da una serie di specifiche tecniche reali e solide, e solo dopo, il designer dovrebbe cercare di tirarne fuori un prodotto bello, usabile e vendibile. Il processo potrebbe anche prevedere dei rimaneggiamenti: il designer propone un’idea che sfora leggermente le specifiche iniziali, e l’ingegnere si sforza di trovare una soluzione tecnica per farcelo stare.
Ma progettare il design dal nulla, senza nessuna specifica, mi sembra solo un esercizio di stile, fine a se stesso e abbastanza inutile.
Detto cio’ non so se e’ proprio questa la definizione di “concept”. Per come l’ho sempre intesa io, un concept e’ il progetto di un prototipo, non ancora implementato, ma gia’ ben definito. Se invece per “concept” si intende questo, un esercizio di stile fine a se stesso, senza dettagli implementativi, beh, ok allora 🙂
The Window Socket offers a neat way to harness solar energy and use it as a plug socket. So far we have seen solutions that act as a solar battery backup, but none as a direct plug-in. Simple in design, the plug just attaches to any window and does its job intuitively.
Designers: Kyuho Song & Boa Oh
I’m on mobile so the last thing won’t load but I’m gonna bet everything that it’s the squid ward “future” thing
bello!
Avrei qualche quesito, per questi geni del design industriale:
1) Sono consapevoli che per trasformare corrente continua in corrente alternata (la 220v delle prese) serve un inverter, e non un semplice trasformatore ? No, perche’ ce li voglio vedere a far entrare un inverter in quello scatolino li.
2) Per la natura stessa della sua fonte energetica, un alimentatore solare ha bisogno di una batteria di accumulo interna. Posso immaginare la grande capacita’ che avra’ la batteria di un cosino cosi’ piccolo. Nelle immagini parla di 1000mAh. Non bastano nemmeno per ricaricare un terzo della batteria di un cellulare. Esistono pile stilo AA da 3200mAh, per rendere un’idea.
3) Per non parlare poi dell’efficienza: io ho un caricabatterie solare mobile con design a fiore, le foglie si aprono a rosa e su ciascuna foglia c’e un pannello fotovoltaico. Ha una superficie di contatto almeno quadrupla rispetto a questo qua, e nonostante cio’ ci mette piu’ di 8 ore (col sole a tutto bordone) solo per ricaricare un cellulare. Immagino il rendimento di un cosino con un pannello cosi’ piccolo. Non per niente parlano di 5-8 ore per la carica di 1000mAh della batteria interna.
4) i pannelli fotovoltaici hanno una soglia di funzionamento che cade in una fascia di temperatura ben definita. Cio’ significa che temperature troppo alte forzano lo spegnimento del pannello per sicurezza. Paradossalmente un pannello fotovoltaico funziona meglio in primavera che in estate, quando il sole e’ troppo forte, e scalda troppo il fondo del pannello stesso. Ora: questi geni del design sono consapevoli che il vetro della finestra fara’ parzialmente da lente ? Soprattutto quando il sole non sara’ perfettamente perpendicolare ad esso. Hanno considerato il surriscaldamento dovuto a cio’ ? Hanno considerato l’effetto di tale surriscaldamento sulla gomma della ventosa ?
5) con una batteria da 1000mAh, cosa vorrebbero alimentare esattamente a 220 volts ? Un phon per capelli ? Un microonde? Non stavano pensando ai caricabatterie dei cellulari vero ? Voglio sperarlo, perche’ in tal caso ci sarebbero da considerare non solo le perdite dovute all’inverter, nella ricostruzione d’onda da corrente continua ad alternata, ma anche le successive perdite del trasformatore del cellulare, dovute alla nuova trasformazione in corrente continua. Piuttosto sarebbe stato molto piu’ efficiente una porta USB, e fornire direttamente corrente continua.
Se questi sono i finalisti dell’ International Design Excellence Awards, non oso immaginare gli altri.

