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Internazionale published a series of maps detailing the inequality between wealth and poverty in the world. One of the maps compares famous companies to countries (Apple’s market value amounts to Austria’s GDP, for example).

This is the map of imbalance in Italy. The numbers on the left refer on the income per person, though they don’t include tax evasion (as evaders can’t be tracked). The two blue Italies in the left bottom describe the distribution of wealth. The lighter the colour, the more equally wealth is distributed among the population. As you can see, the light blue diminished from 2003 to 2011.

Check the article for the full-sized map and for more references and sources on the data provided.

Comunque mi sembra un po’ semplicistica come mappa. E’ vero che il reddito annuo medio cambia molto da Milano a un paesino della Calabria, ma la qualita’ della vita non dipende solo a quello, ne’ dalla sua varianza. Andrebbe rapportato anche al costo della vita e al potere d’acquisto, zona per zona.

Perche’ uno che prende 2000 euro al mese a Milano, e poi ne spende 1000 di affitto e 800 di bollette, cibo e trasporti, non credo che se la passi molto meglio di uno che ne guadagna 1000 in un paesino della Calabria, con affitti e spese molto piu bassi.

Il calcolo, che è una media e non un dato assoluto, è fatto sulla base della dichiarazione dei redditi, quindi tiene conto anche del potere d’acquisto (visto che nella dichiarazione vengono indicate le spese fatte). Non credo sia semplicistico mostrare che in generale c’è un grandissimo squilibrio tra Nord/Centro e Sud.

Tu credi onestamente che una persona col reddito sotto i €12000 euro guadagni €1000 al mese? O che lavori in generale? La disoccupazione giovanile al Sud è sopra il 60%, al Nord è del 37%. Non dubito che ci siano situazioni di difficoltà nelle grandi città come Milano o Roma (perchè le vedo e le vivo tutti i giorni), dove le tasse sono più care e il costo della vita è più alto, ma non lo paragonerei mai al dramma diffuso che c’è nel Sud. Io di gente che guadagna €1000 al mese nei paesini della Calabria che ho conosciuto non ne ho vista, purtroppo.

Non ho capito, scusami.

Che era una media me ne ero reso conto, non a caso avevo parlato di varianza.
Comunque io non sono un esperto, ne so poco di questa roba, ma da quel poco che ricordo, nella dichiarazione dei redditi vengono indicate solo le spese detraibili dall’IRPEF. E anche di tali spese, si porta in detrazione solo l’IVA, quindi al massimo un 22%. Per questo, spesso non vale la pena far figurare tante voci (anche se deducibili), per il loro piccolo importo o per la bassa percentuale di IVA.
Molta gente che ha solo redditi da lavoro dipendente, spesso non presenta nemmeno la dichiarazione, perche’ non ha nessun vantaggio: le detrazioni sarebbero inferiori alla spesa necessaria per la compilazione della dichiarazione stessa.

Per cui le spese indicate nelle dichiarazioni dei redditi non mi sembrano un riferimento molto rappresentativo del potere di acquisto reale che la moneta ha, nella vita di tutti i giorni. Avevo dato per scontato che non l’avessero fatto, ma se le hanno considerate, i calcoli mi sembrano perfino meno validi.

Detto cio’, non metto assolutamente in dubbio la disparita’ tra nord e sud, che tra l’altro secondo me va anche oltre il mero aspetto economico. E che resta comunque difficilmente quantificabile da queste statistiche, che non possono considerare tutto il sommerso.
Cio’ che mettevo in dubbio era soltanto la validita’ dei numeri presentati.

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Internazionale published a series of maps detailing the inequality between wealth and poverty in the world. One of the maps compares famous companies to countries (Apple’s market value amounts to Austria’s GDP, for example).

This is the map of imbalance in Italy. The numbers on the left refer on the income per person, though they don’t include tax evasion (as evaders can’t be tracked). The two blue Italies in the left bottom describe the distribution of wealth. The lighter the colour, the more equally wealth is distributed among the population. As you can see, the light blue diminished from 2003 to 2011.

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Comunque mi sembra un po’ semplicistica come mappa. E’ vero che il reddito annuo medio cambia molto da Milano a un paesino della Calabria, ma la qualita’ della vita non dipende solo a quello, ne’ dalla sua varianza. Andrebbe rapportato anche al costo della vita e al potere d’acquisto, zona per zona.

Perche’ uno che prende 2000 euro al mese a Milano, e poi ne spende 1000 di affitto e 800 di bollette, cibo e trasporti, non credo che se la passi molto meglio di uno che ne guadagna 1000 in un paesino della Calabria, con affitti e spese molto piu bassi.