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“Jellyfish Barge”, una serra galleggiante adibita alla coltivazione di ortaggi e fiori, completamente autonoma dal punto energetico, che non prevede consumo di suolo, acqua dolce o energia chimica. Il gruppo di studiosi e ricercatori del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) dell’Università di Firenze, diretto dal professor Stefano Mancuso, georgofilo, sono stati gli ideatori di questo progetto innovativo a bassissimo impatto ambientale.
Come si compone “Jellyfish Barge”? Si tratta di un modulo galleggiante, posto su una piattaforma di legno costruita con una orditura di travi che ingabbiano fusti vuoti di plastica. Su questa base galleggiante, viene fissata una serra agricola alta 3,5 mt, con struttura in legno, acciao e rivestimento in polietilene. La serra è completamente autonoma per l’approvvigionamento di acqua dolce necessaria alla coltivazione, sfruttando una tecnologia basata sulla distillazione solare. In questo modo la serra è in grado di soddisfare il proprio bisogno idrico con 50 lt al giorno di acqua dolce e pulita. L’energia per azionare le pompe viene invece fornita da un sistema innovativo, che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità da pannelli fotovoltaici, mentre tutti i sistemi sono automatizzati e monitorati da lontano.