Anche se siamo abituati ad associare l’esposizione alla radioattività a eventi tragici (bombe atomiche e incidenti nucleari in genere) o a metodi di diagnosi e cure mediche che fanno uso di radiazioni, in media la quasi totalità di quelle che assorbiamo nel corso della nostra vita sono di origine naturale, in buona parte provenienti da ciò che mangiamo, in particolare per via degli isotopi carbonio-14, contenuto in tutti gli alimenti di origine organica, e potassio-40. Essendo quest’ultimo contenuto in quantità notevole nelle banane, gli scienziati hanno elaborato una curiosa unità di misura: per misurare l’esposizione alle radiazioni molto leggere, si usa spesso la “dose equivalente in banane ingerite”.
Un’ora in aereo ad alta quota: 50 banane.
Un’ora di “un eroe di Chernobyl”: centinaia di milioni di banane.
Una TAC a basso dosaggio: 150.000 banane.
http://www.scientificast.it/2013/11/19/radioattivo-una-banana/
Se esistesse un nobel per la didattica, andrebbe a tetteperlascienza.