autolesionistra:

(segue da questo)

aliceindustland:

hai 0 vicini: lo spaccamaroni sei tu, ma almeno sei saggio

dipende: in quel caso si considera “vicino” il residente più prossimo in linea d’aria, che probabilmente sarà il genere di persona che anche se abita a 4Km si lamenta di come il fumo della pancetta quando fai la grigliata gli finisca sui mutandoni stesi fuori

tozzilla:

poi sempre per esperienza personale se hai un solo spaccamaroni è comunque potente come se fossero in 4

eh. è uno di quei campi in cui massa inerziale non è massa gravitazionale (come insegnano a fisica maronale I)

gigiopix:

Supponendo che il movimento maronale sia modellizzabile come un moto circolare uniforme o un moto circolare uniformemente accelerato, l’accelerazione maronale annua (che suppongo essere implicitamente media), e’ da intendersi come accelerazione maronale centripeta, accelerazione maronale tangenziale, o accelerazione maronale composta in traiettoria ?

In ogni caso, ai fini del calcolo e’ necessaria almeno la conoscenza del raggio maronale medio e della velocita’ maronale. Se il calcolo e’ finalizzato a un eventuale utilizzo energetico, va tradotto in termini di forza maronale per cui e’ neccessaria  anche la conoscenza della massa maronale. Inoltre, massa e velocita’ maronale, per un calcolo accurato, dovrebbero essere considerati variabili in funzione del numero di vicini spaccamaroni.

Urge quanto prima un censimento dei parametri maronali su base geografica, oppure l’istituzione della figura di reviewer super partes addetto alla contestualizzazione dei dati raccolti dalla peer review dei vicini.

Questo sfoggio di competenze in chestnut engeneering vale sicuramente un posto (precario) come consulente del ministero delle infrastrutture sul tema, però è un po’ come fare i conti dell’efficienza energetica considerando i modelli di caldaia installati dagli inquilini, forse potremmo semplificare cambiando l’unità di misura e valutando il picco di giri-di-marone al minuto nell’anno solare.

Una mappatura geografica in picchi di giri-marone massimi annuali implica due assunzioni:

1) che il numero di vicini spaccamaroni sia costante. Cosa succede ad esempio nelle localita’ turistiche in periodo estivo? Prendere come riferimento un picco in giri di maroni al minuto (in seguito GMM) che si verifica il 15 agosto all’Elba, per dire, non e’ molto rappresentativo del potenziale energetico maronico (chiamiamolo PEM) reale per il resto dell’anno. Occorre un modo per fissare una varianza massima del campione di riferimento. Una soluzione spannometrica potrebbe essere la compilazione di una serie di tabelle di picchi GMM mensili, ma i costi di gestione salgono.

2) che a parita’ di indice vicinale spaccamaroinco (IVS), il PEM rimanga costante. Ad esempio, uno dei vicini e’ un vecchietto, che spacca i maroni prevalentemente in fascia oraria lavorativa (con particolare impegno nella fascia dalle 7:20 alle 8:30, soprattutto alla posta nei giorni di ritiro della pensione). Se il peer reviewer in questione ha un lavoro d’ufficio, il suo GMM medio sara’ relativamente inferiore a quello di una casalinga con lo stesso IVS che sta a casa tutto il giorno. Ma una variabilita’ del valore di GMM a parita’ di IVS, si traduce in una variabilita’ del PEM, e quindi in un calo di affidabilita’ del meccanismo a picchi massimi.

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