Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro?
Mese: ottobre 2014
Ducati by OMT Garage
(my shot)
Carlos Henrique Kaiser, l’uomo che si finse calciatore per 20 anni
La strana storia del “calciatore” brasiliano che girò il mondo senza giocare mai davvero
Carlos Henrique Kaiser, l’uomo che si finse calciatore per 20 anni
Pomeriggio in giro per i boschi a far castagne, io e il mi’ babbo, in montagna.
A un certo punto mi giro, e non c’e’ piu’. Mi dico che sara’ li vicino, tranquillo tanto ora torna. Un quarto d’ora, mezz’ora, un’ora. Comincio a preoccuparmi, dove cazzo e’ andato ? Lo chiamo, ma non risponde. Sara’ cascato? Avra’ battuto la testa ? (Si, ma da piccino contro il seggiolone).
Comincio a scendere il fianco della montagna chiamandolo, per vedere se lo trovo. Niente. Il cellulare non squilla, ce l’ha spento. Penso che magari ha fatto il giro da sotto e mi sta aspettando da qualche parte dove il passaggio e’ obbligato. Il bivio del sentiero? Io aspetterei li. Torno su e poi indietro fino al bivio, ma niente, non c’e’.
Provo ad aspettare. Un quarto d’ora, mezz’ora, un’ora. Nulla. Sara’ tornato alla macchina? In mezz’ora ci arrivo, andiamo a vedere. Niente, non e’ nemmeno alla macchina. Il cellulare ovviamente non se lo e’ portato dietro, lo ha lasciato in macchina sul sedile. Porcoddio.
Che faccio? Sono le 6, siamo dal lato in ombra della montagna. Ho ancora mezz’ora – un’ora al massimo di luce. Ce la faccio a fare un altro viaggio di andata e ritorno prima che sia buio? Proviamo.
Torno fino al punto dove l’ho visto l’ultima volta, chiamandolo e camminando in modo rumoroso per farmi sentire. Poi penso che magari cosi’ non sento lui, se sta chiamando, e comincio a muovermi in silenzio, ascoltando.
A un certo punto eccolo bello tranquillo, zaino a spalle e bastone, in mezzo al viottolo:
“Ah eccoti. Hai trovato nulla te?”
“Ma dove cazzo eri? Son tre ore che ti cerco e ti chiamo!”
“Ah si? Non t’avevo sentito. Ero andato a vedere se c’erano du’ funghi la sotto, dopo la zona dei pini.”
Tranquillo, come se niente fosse.
Io lo ammazzo. Una volta o l’altra mi leggerete sul giornale.
sono colpita. è un metodo brillante perché è semplice. favoloso
inoltre la gif ha anche questo richiamo grafico a basquiat che non è certo passato inosservato
io uso queste qua, le trovo molto meno splatter di quelle a molla della foto che hai postato.

http://www.pnat.net/jellyfish-barge/
“Jellyfish Barge”, una serra galleggiante adibita alla coltivazione di ortaggi e fiori, completamente autonoma dal punto energetico, che non prevede consumo di suolo, acqua dolce o energia chimica. Il gruppo di studiosi e ricercatori del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale) dell’Università di Firenze, diretto dal professor Stefano Mancuso, georgofilo, sono stati gli ideatori di questo progetto innovativo a bassissimo impatto ambientale.
Come si compone “Jellyfish Barge”? Si tratta di un modulo galleggiante, posto su una piattaforma di legno costruita con una orditura di travi che ingabbiano fusti vuoti di plastica. Su questa base galleggiante, viene fissata una serra agricola alta 3,5 mt, con struttura in legno, acciao e rivestimento in polietilene. La serra è completamente autonoma per l’approvvigionamento di acqua dolce necessaria alla coltivazione, sfruttando una tecnologia basata sulla distillazione solare. In questo modo la serra è in grado di soddisfare il proprio bisogno idrico con 50 lt al giorno di acqua dolce e pulita. L’energia per azionare le pompe viene invece fornita da un sistema innovativo, che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità da pannelli fotovoltaici, mentre tutti i sistemi sono automatizzati e monitorati da lontano.
Quant’era che non non mi dovevo compilare un driver per linux a zero 🙂
Mi sembra di essere tornato all’universita’ 😀
Doc, da quando ti ho chiesto chi fossero gli altri soci nello Zombie Team non mi hai mai risposto :(
Oh…riparo subito l’errore.
La struttura dello Zombie Response Team è fluida, intercambiabile e non particolarmente gerarchica, sebbene maggiori competenze portino maggiori responsabilità decisionali.
Demolition Team.
madonnaliberaprofessionista axeman72 heresiae imcubo
Engineering Team.
masuoka gigiopix quartodisecolo
Scientific Team.
thec8h10n4o2 spaam gianlucavisconti firewalker
Logistic Team.
Esistono sottogruppi suddivisi per aree di conoscenza/competenza, alle quale poter fare richiesta di adesione in base al proprio profilo e al livello di allarme in cui si trova lo ZRT in quel momento.
Vorrei precisare che nonostante passi le giornate a risolvere i casini degli ingegneri, NON sono un ingegnere. Chiariamo.
Allarme bomba, strada ko. E fanno brillare l’autovelox
Il ritrovamento di due valigie lasciate nei pressi di un sottopasso vicino alla stadio Bentegodi ha fatto scattare un allarme bomba ieri sera a Verona. Per permettere l’intervento degli artificieri della polizia è stata chiusa la tangenziale che conduce al casello di Verona Nord e all’aeroporto Catullo nel tratto compreso tra la stazione ferroviaria e l’uscita di Santa Lucia. Una delle due valigie è già stata fatta brillare dagli artificieri. È poi rientrato poco prima delle 18:30 a Verona l’allarme causato dal ritrovamento di due valigie abbandonate in un sottopasso della tangenziale nord. L’intervento degli artificieri ha permesso di scoprire che i contenitori erano due valigette contenenti fili elettrici dimenticate dagli addetti dell’azienda incaricata di installare gli «speed-check» lungo l’arteria.
Il Giornale a Vicenza e’ meglio di Lercio.
If programming languages were vehicles

C was the great all-arounder: compact, powerful, goes everywhere, and reliable in situations where your life depends on it.

C++ is the new C — twice the power, twice the size, works in hostile environments, and if you try to use it without care and special training you will probably crash.

C♯ is C++ with more safety features so that ordinary civilians can use it. It looks kind of silly but it has most of the same power so long as you stay near gas pumps and auto shops and the comforts of civilization. A well-known heavily muscular intimidator keeps touting it.

Java is another attempt to improve on C. It sort of gets the job done, but it’s way slower, bulkier, spews pollution everywhere, and people will think you’re a redneck.

Python is great for everyday tasks: easy to drive, versatile, comes with all the conveniences built in. It isn’t fast or sexy, but neither are your errands.

Perl used to serve the same purpose as Python, but now only bearded ex-hippies use it.

LISP is programming stripped down to the bare essence. It’s been around since forever. Using it makes you stronger, but only an athlete or a maniac can make a living with with it.

Haskell is like a hipster version of LISP.

PHP is this hand-me-down deathtrap that you only use because you’re stuck with it, and when you hit a speed bump the wrong way it sets you and your passengers on fire.

Go is a shiny new toy that tech nerds say will be the way of the future, but it’s only practical if you limit everything you want to do to stay within its range.

COBOL probably seemed like a good idea at the time.

MATLAB is what scientists use to do special scientist things.

R is what scientists use when they can’t afford MATLAB.

OCaml is this funny shaped thing that Europeans like for some reason.

This is Javascript. If you put big wheels and a racing stripe on a golf cart, it’s still a fucking golf cart.