Quando Christiaan Barnard effettuò il primo trapianto cardiaco (Cape Town, 1967), non mancarono i cretini che sollevarono lo stesso problema che, mutatis mutandis, è sollevato da un articolo apparso oggi su Il Foglio a commento della notizia del prima gravidanza giunta regolarmente a termine in un utero trapiantato: lì a chiedersi quanta coscienza e quanta sensibilità passassero dal donatore al ricevente, qui a domandarsi «di quale madre è figlio il bimbo», se «di quella che se lo è portato dentro per otto mesi o della donna cui apparteneva l’utero trapiantato».
Ci si potrebbe limitare a definirla ignoranza, ma è da preferire la definizione di cretinaggine, tanto più ottusa in quanto la questione sarebbe posta dal fatto che «la donatrice vive ed è presumibilmente vegeta, altrimenti l’équipe medica che ha realizzato l’eccezionale intervento non avrebbe scelto, per il trapianto, il suo utero».
[…] Ne consegue, di converso, che avrebbe senso porsi la questione di chi sia l’urina che fuoriesce dall’uretra di A, cui B abbia donato un rene, se quest’ultimo è vivo: l’urina sarebbe senza dubbio di A, se B è morto, sennò chissà, potrebbe anche essere di quest’ultimo, se ancora vivo.
È proprio questo esempio a indurci a preferire la definizione di cretino a quella di ignorante per chi scrive stronzate del genere: in mancanza delle adeguate conoscenze di anatomia e di fisiologia, un ignorante tace; sull’ignoranza, invece, il cretino costruisce un dilemma etico e se lo rappresenta di ardua soluzione, se non addirittura aporetico.

Luigi Castaldi (via Malvino: La differenza tra un ignorante e un cretino)

L’ignoranza è temporanea, la stupidità è per sempre. (cit.)

In conclusione, penso che gli studenti qui siano sfacciatamente fortunati (ok, forse non tutti. Quelli che si riempiono di debiti e si ammazzano di lavoro per pagare le rette universitarie no, ma la maggioranza che hanno tutto pagato da mamma e papa’, si). Non sono piu’ fortunati di me perche’ hanno una piscina a forma di bufalo, dei dormitori che sembrano degli alberghi, una mensa che fa la pizza meglio che la mia mamma, dei TA (cioe’ io) che li seguono in ogni minimo problema, dei club ricreativi che gli organizzano la vita sociale. Io non avevo una palestra ma mi sono fatta i muscoli delle gambe sui ponti di Venezia, dividevo una quadrupla in una casa con gli scorpioni ma era una casa bellissima e piena di gioia (ribattezzata Casa dell’Amore), i dottorandi e professori mi ignoravano ma io li veneravo lo stesso. Nonostante tutto cio’, non cambierei la mia esperienza con quella di nessuno studente del college americano. Un po’ perche’ io bevevo alcol legalmente sotto i 21 anni, e un po’ perche’ la gente che ho incontrato era gente speciale, quello che facevo mi entusiasmava e stavo nel posto piu’ bello del mondo. Non e’ da tutti studiare in una cartolina.

Gli studenti statunitensi sono piu’ fortunati di me perche’ hanno qualcuno che crede in loro. Io ero ad un passo dal rassegnarmi a fare la segretaria sottopagata poliglotta con due 110 e lode in tasca perche’ nessuno mi aveva mai fatto credere che potessi aspirare a fare piu’ di cosi’. E quando ho voluto provare con il dottorato, la professoressa che ci ha fatto il famoso discorso iniziale si e’ rifiutata di farmi la lettera di referenze. Io passo la vita a sentirmi constantemente inadeguata, a sentire di dovermi giustificare, di non essere all’altezza delle persone che mi circondano. Quando mi dicono che ho fatto qualcosa bene ho sempre il retropensiero che stiano mentendo. Invece vedo colleghi e amici americani che sono a loro agio nel pavoneggiarsi per le cose che sanno fare, nel ripetere quanto sono bravi, intelligenti. Come si dice qui, si sanno vendere bene. Un’amica mi diceva di essere volontaria in un programma Rotary che insegna agli adolescenti a diventare leader del futuro. E chi mai mi ha fatto pensare che sarei diventata una leader di qualcosa? Da adolescente avevo la percezione di essere una nullita’, avevo la massima aspirazione di diventare assistente di volo e sapevo che di Steve Jobs noi non ne avremo mai, quelli nascono solo in USA. Se un adolescente va in giro a dire che sara’ un leader, 9 su 10 il primo bullo che passa gli infila la testa nel gabinetto

http://giupyincolorado.blogspot.se/2014/09/nostalgia-imperante.html (via virginiamanda)

Non condivido il concetto secondo il quale qualcuno deve in credere in te, perche’ tu possa aspirare a qualcosa di piu’. E nemmeno il fatto che la nostra cultura soffoca sul nascere la crescita di leader.

Pero’ e’ una riflessione interessante, per cui rebloggo.

prokopetz:

sarahtypeswords:

wetorturedsomefolks:

memejacker:

several-talking-corpses:

memejacker:

caligula had anime eyes

wait romans painted their marble sculptures

it looks like a cheap theme park ride mascot

yep

here’s a statue of Augustus

and here’s a reproduction of the statue with the colors restored 

i honestly think that what we consider the height of sculpture in all of Western civilization being essentially the leftover templates of gaudy pieces of theme park shit to be evidence of the potential merit of found art

“I tried coloring it and then I ruined it”

And you know what the funniest part is? The paint didn’t just wear off over time. A bunch of asshole British historians back in the Victorian era actually went around scrubbing the remaining paint off of Greek and Roman statues – often destroying the fine details of the carving in the process – because the bright colours didn’t fit the dignified image they wished to present of the the cultures they claimed to be heirs to. This process also removed visible evidence of the fact that at least some of the statues thus stripped of paint had originally depicted non-white individuals.

Whenever you look at a Roman statue with a bare marble face, you’re looking at the face of imperialist historical revisionism.

(The missing noses on a lot of Egyptian statues are a similar deal. It’s not that the ancient Egyptians made statues with strangely fragile noses. Many Victorian archaeologists had a habit of chipping the noses off of the statues they brought back, then claiming that they’d found them that way – because with the noses intact, it was too obvious that the statues were meant to depict individuals of black African descent.)