Mi spiace dirti che ignoro completamente come ci si comporta in questo caso, sia dal punto di vista medico-legale che dal punto di vista della correttezza di compilazione del CV.
Spero che qualche tamblero ti possa consigliare in merito.
Non so quanto possa servire, ma riporto l’esperienza personale.
Porto apparecchi acustici, e ho un’invalidita’ del 50%, credo (non ho la documentazione sottomano per controllare la percentuale esatta).
Poiche’ mi dava fastidio essere scelto da un’azienda solo in quanto invalido (le aziende con piu’ di 15 dipendenti sono obbligate per legge ad assumere una percentuale dei dipendenti tra le categorie protette), nel CV non ho mai scritto niente in merito.
Ai colloqui ho chiarito per correttezza il mio problema, ma ho specificato fin da subito che volevo essere valutato per le mie capacita’ e non per l’invalidita’. E che il colloquio era valutativo in entrambi i sensi: mi riservavo anche io il diritto di decidere se l’azienda avesse fatto per me o meno.
Con una cinquantina di CV inviati (non a casaccio ma in modo mirato, alle aziende scelte da me, che si occupavano di cio’ che volevo fare io) sono stato chiamato a quattro colloqui, e due mi avrebbero preso subito.
Ho scelto l’azienda che mi pareva offrire migliori opportunita’ di sviluppo e crescita personale, anche se pagava qualcosina meno dell’altra, e mi hanno assunto con un contratto di apprendistato a 3 anni. Dopo un anno mi hanno proposto di interromperlo, e passare a tempo indeterminato, figurando come appartenente alle categorie protette.
La procedura esatta e’ stata: firmare una lettera di licenziamento, presentarsi all’ufficio di collocamento come disoccupato, farsi inserire nelle liste delle categorie protette, dichiarare di aver trovato un colloquio di mia iniziativa (con la mia stessa azienda), dichiarare di essere stato assunto. Purtroppo la burocrazia italiana vuole la sua parte, e c’e’ una trafila da seguire.
Il mio consiglio e’ comunque di puntare sulle capacita’, piuttosto che sugli status di diritto. I secondi saranno sempre un plus, ma non saranno mai l’elemento decisivo per l’assunzione.
Inoltre presentarsi ai colloqui ponendosi in una posizione alla pari o quasi (senza esagerare e senza fare i gradassi), rispetto al datore di lavoro, conferisce automaticamente un livello di autorevolezza in piu’, rispetto a chi arriva sperando di essere scelto. Un datore di lavoro che pensa che tu sia conteso da altre tre aziende concorrenti, ti guarda con occhi diversi.




